Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Manifestazione Cgil: migliaia di lavoratori in piazza a Torino

In migliaia sono scesi in piazza questa mattina a Torino per protestare contro la riforma del lavoro. Due cortei sono partiti dalla zona nord della città e dal centro confluendo in piazza Castello

In migliaia sono scesi in piazza questa mattina a Torino per protestare contro la riforma del lavoro. Due cortei sono partiti dalla zona nord della città e dal centro confluendo in piazza Castello dove il programma prevedeva gli interventi di due lavoratori del Comune di Torino e dell'Iveco e il comizio conclusivo di Donata Canta, segretaria generale della Camera del Lavoro di Torino.

Lo sciopero generale, indetto dalla Cgil, è per la prima volta solo della città. In questi giorni infatti si svolgono mobilitazioni a livello territoriale e, inoltre, i trasporti si fermeranno domani, i bancari lunedì. Si fermeranno 4 ore i settori privati, 8 ore a livello provinciale il pubblico impiego e i settori regolamentati dalla legge 146/90.

Nei due cortei molti sono i lavoratori del pubblico impiego e i pensionati. In alcuni casi, come quello dell'azienda municipalizzata Smat, ci sono anche le bandiere della Uil perché allo sciopero hanno aderito tutte le rsu. Alte, secondo la Fiom, le adesioni nelle fabbriche metalmeccaniche torinesi, con punte del 60% all'Iveco e oltre il 70% all'Alenia.

"E' un Paese con la memoria corta - ha detto Canta nel comizio in piazza Castello - perché non si ricorda più perché siamo arrivati qui. I pensionati e i lavoratori denunciano e pagano la crisi. Noi invece abbiamo memoria perché la mancanza del lavoro, l'aumento delle tasse e la riduzione dei servizi li paghiamo tutti i giorni. Il Governo Monti cambi marcia, la priorità è il lavoro. Se non si investe sul lavoro il Paese sarà sempre più povero e i sacrifici non saranno serviti a niente, neanche a risanare i conti pubblici. Non è la riforma del mercato del lavoro a creare lavoro".


Sull'articolo 18, al centro di molti slogan dei lavoratori, la segretaria generale della Camera del lavoro commenta: "la mobilitazione spontanea dei lavoratori e la dichiarazione di 16 ore di sciopero da parte della Cgil ha costretto per la prima volta il governo Monti a fare un passo indietro. C'é una nuova mediazione politica che rinomina la parola reintegro. Bene, ma un sindacato deve dare la certezze ai lavoratori che a fronte di un licenziamento illegale il giudice debba stabilire il diritto al reintegrò. In fondo al corteo partito da piazza Carlo Felice, nel centro della città, hanno sfilato anche alcuni rappresentanti del Movimento No Tav. (Ansa)

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