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Maltrattamenti in clinica, nei guai anche due operatrici del Torinese

Tra i 18 arrestati nella casa di cura di Borgo d'Ale figurano anche due donne di Maglione e Cossano Canavese

Ci sono anche due operatrici del Torinese tra le diciotto persone arrestate dalla polizia a Borgo d’Ale, in provincia di Vercelli, nell’ambito dell’inchiesta relativa ai maltrattamenti di anziani e disabili nella casa di cura “La Consolata”.

Nello specifico, si tratta di M. B., 61enne residente a Maglione, e P. B., 50 anni, di Cossano Canavese. Nei confronti della prima è stata disposta la detenzione in carcere, mentre alla seconda sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Il blitz delle forze dell’ordine è scattato dopo che il padre di una paziente della casa di riposo, che ospita disabili adulti psichiatrici e anziani malati di Alzheimer, ha denunciato alla Procura di Vercelli le violenze subite dalla figlia. Secondo la polizia vercellese, i diciotto sanitari non esitavano infatti a malmenare gli ospiti della struttura e si parla di almeno trecento episodi contestati, con le vittime – dodici quelle accertate finora – che venivano prese a schiaffi e calci, strattonate per i capelli e percosse anche con manici di scopa, come poi dimostrato dalle telecamere piazzate all’interno della clinica dagli investigatori. Gli arrestati, diciotto in tutto, sono quattordici donne e quattro uomini.

La clinica di Borgo d’Ale, piccolo comune di 2500 abitanti, è famosa per essere stata in passato il quartier generale di Mama Ebe, la “santona” condannata nel 2008 a sette anni di reclusione per esercizio abusivo della professione medica e truffa ai danni dei suoi pazienti, ai quali prometteva la guarigione dietro pagamento di denaro. 
 

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