Cronaca

Mostra Real Bodies, torinese sviene davanti al primo cadavere

Per la visita interrotta ha preteso il rimborso del biglietto per sé e per i suoi amici

Un 32enne torinese è svenuto un attimo dopo aver varcato l’ingresso della mostra internazionale di anatomia “Real Bodies, scopri il corpo umano” a Lambrate (Mi). Appena sorpassata l’area reception si è sentito male ed è sbiancato davanti al plastinato “Vitruviano”, l’opera artistica di anatomia ispirata al famoso disegno di Leonardo Da Vinci che accoglie i visitatori all'ingresso della mostra che espone 40 cadaveri umani e oltre 300 organi veri di tutti gli apparati corporei. 

Il torinese si è accasciato sulle ginocchia cadendo alla base del piedistallo che sorregge l’opera in esposizione. Il tutto di fronte al gruppetto di amici che erano con lui e ad una comitiva di Verona che stava defluendo proprio in quel momento. “Lo abbiamo immediatamente soccorso col personale interno in una iniziale situazione di tensione perché chi lo accompagnava temeva un malore più grave” avverte il patron e promoter mondiale della mostra anatomica Mauro Rigoni. 

“A farlo star male in questo caso, come da sua ammissione iniziale - ha puntualizzato Rigoni - è stato un colpo di freddo all’esterno della mostra piuttosto che la vista dei corpi ed organi plastinati che non ha certo fatto a tempo ad apprezzare”. Un'evenienza, quella dei malori dovuti invece alla vista dei corpi ed organi polimerizzati, verificatasi soprattutto nella sezione della riproduzione, che non è mai stata sottovalutata dalla direzione della mostra, che fa capo alla società Venice Exhibition di Venezia, tanto da aver predisposto una zona infermeria per far riprendere i visitatori colti da malore. 

Il malore all’ingresso ha interrotto la visita del torinese all’esposizione di anatomia, ma l’uomo dopo aver ricevuto i soccorsi del caso ha chiesto il rimborso del biglietto per sé e per il resto delle persone al seguito (fidanzata e amici). “Ci è dispiaciuto – spiega Rigoni - che il torinese sia arrivato alle minacce perché non lo potevamo accontentare con il rimborso del biglietto. Infatti, nella mezz'ora in cui si è ripreso dal malore nella saletta infermeria mentre veniva monitorato dalla sua fidanzata e dal personale della mostra, gli altri amici entrati con lui erano già a visita avanzata e, quando ha richiesto di far loro interrompere la visita e farsi riaccompagnare a casa, avevano ammirato buona parte dell’esposizione. La sua richiesta di rimborso del biglietto a lui ed alla fidanzata voleva fosse estesa a tutto il gruppo e non ci pareva giusto verso gli altri visitatori”. 

“È già successo che visitatori svenuti anche consigliati dal nostro personale abbiano preferito interrompere la visita - conclude il patron - ma è la prima volta che qualcuno chiede il rimborso per questo motivo, tra l’altro non solo per sé ma anche per chi lo accompagna”.
 

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