Cronaca

Cemento e riufiuti: le infiltrazioni mafiose in Piemonte sono qui

Il cemento e i rifiuti si confermano i settori nei quali l'ecocriminalità opera con più forza in Piemonte. Ad affermarlo è il rapporto "Ecomafia 2012", l'indagine annuale di Legambiente sull'illegalità

Secondo il rapporto "Ecomafia 2012" il cemento e i rifiuti si confermano i settori nei quali l'ecocriminalità opera con più forza in Piemonte. Secondo l'indagine annuale di Legambiente sull'illegalità, il ciclo illegale del cemento non è caratterizzato solo dalla presenza dei clan, ma sono diversi i processi per appalti truccati che coinvolgono imprenditori, manager ed imprese edili.

Una diffusa microcriminalità opera anche nella regione controllando parte del ciclo dei rifiuti: smaltimenti illeciti, discariche abusive in aree agricole, inquinamento delle falde acquifere superficiali. A livello nazionale sono stati 33817 i reati ambientali scoperti nel 2011, circa il 10% in più rispetto al 2010, 18 le amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni mafiose nei primi mesi del 2012, 16,6 i miliardi di euro accumulati grazie ai traffici gestiti da ecomafiosi ed ecocriminali nel 2011.

Nella lotta alla criminalità la polizia ha effettuato 8675 sequestri, 305 arresti e denunciato 27969 persone. Si evince che sono aumentati i reati contro il patrimonio faunistico, gli incendi boschivi, i furti delle opere d'arte e dei beni archeologici, mentre sono triplicati gli illeciti nel settore agroalimentare.


(Fonte Ansa)

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