Mafia nigeriana, 15 misure cautelari: sulla vicenda Spataro bacchetta Salvini per un Tweet

Eseguiti otto arresti

E' in corso sul territorio comunale un'operazione della squadra mobile della questura contro la mafia nigeriana.

Otto persone sono già state arrestate ma gli agenti ne stanno cercando altre sette in applicazioni di altrettante misure cautelari disposte dall'ufficio gip del tribunale di Torino.

Il ministro dell'interno, Matteo Salvini, ha annunciato l'operazione prima della sua conclusione con un tweet.

Nota del Procuratore sulla diffusione della notizia tramite un Tweet di Salvini  

In merito alla notizia diffusa dal Ministro dell’Interno interviene il Procuratore della Repubblica Armando Spataro con alcune osservazioni: “Al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa; la polizia giudiziaria non ha fermato “15 mafiosi nigeriani”, ma sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della DDA di questo Ufficio, dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torino. Il provvedimento restrittivo non prevede per tutti gli indagati la contestazione della violazione dell’art. 416 bis c.p.; coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15 e le ricerche di coloro che non sono stati arrestati è ancora in corso”.

Aggiunge ancora il Procuratore della Repubblica: “La diffusione della notizia contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato”.

Infine l’augurio di Spataro rivolto a Salvini:

“Ci si augura che, per il futuro, il Ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie”.  

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