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immagine di repertorio

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Macello abusivo per la lavorazione della selvaggina cacciata abusivamente: due denunciati e maxi-sequestro

Proposta anche in un ristorante

Un macello abusivo in cui veniva lavorata selvaggina è stato scoperto dai carabinieri del Nas, in collaborazione con i colleghi forestali, all'interno di un magazzino di fianco a una casa a Castellamonte a inizio dicembre 2019.

Oltre a cinghiali, camosci, cervi e caprioli, vi veniva macellata anche carne di stambecco, che non può essere cacciato.

Il residente, un ultrasessantenne, è stato denunciato sia per l'attività di bracconaggio sia per l'abusivismo del macello, che è stato sottoposto a sequestro.

Nell'operazione sono stati sequestrati più di 400 insaccati prodotti con carne di selvaggina e un quintale di carni provenienti da animali di dubbia provenienza, probabilmente vittime di bracconaggio. Alcune delle carni erano già confezionate e pronte alla vendita.

I militari hanno anche individuato un ristoratore di Cuorgné che proponeva carni provenienti da questo macello, e quindi del tutto prive di controlli di filiera, all'interno del proprio menù. Nella sua casa i prodotti sono stati trovati stoccati in sacchi neri del tutto simili a quelli per i rifiuti. Anche per quest'ultimo è scattata la denuncia.

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