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Una macelleria a cielo aperto in via Capelli: "Tagliano la carne sul marciapiede"

Le foto scattate da un residente di zona Parella immortalano due uomini intenti ad affettare dei pezzi di carne in mezzo alla strada. E il quartiere chiede provvedimenti

La scena sembra davvero assurda, eppure è tutto vero. E chi ha scattato quella foto giura che non ci troviamo di fronte ad un caso isolato. Ma in via Capelli, in zona Parella, da qualche tempo è diventato di costume affettare la carne in mezzo alla strada. Per la precisione su un marciapiede, come si vede da uno degli scatti. La macelleria a cielo aperto ha subito fatto il giro del web suscitando l’indignazione di residenti e commercianti.

Due persone – forse due esercenti – vengono immortalati a manovrare secchi pieni di un liquido rosso e contenitori con pezzi di carne. Alla faccia, verrebbe da dire, delle norme sull’igiene. E mentre uno si china davanti a due bidoncini della raccolta differenziata per affettare e tagliare l’altro resta in piedi facendo attenzione che per la strada non passi nessuno, soprattutto qualche pattuglia in servizio. “Per noi non è una novità – racconta una donna che risiede proprio a due passi dal luogo incriminato -. Queste scene le vediamo sovente, almeno una volta a settimana. Ma finché nessuno li punirà questi personaggi continueranno a fare quello che vogliono”

Le foto, denunciate anche dal comitato spontaneo “Torinoinmovimento” e dal Coordinamento Comitati Spontanei Torino, sono apparse negli ultimi giorni sui social network raccogliendo centinaia e centinaia di commenti di sdegno. All’amministrazione comunale a alla polizia municipale il compito di intervenire. Così almeno la pensa la maggior parte della gente che chiede pene severe per i trasgressori. “Oltre a vedere quell’orrore – continua un altro residente - dobbiamo convivere con i cattivi odori provenienti dai liquidi che questa gente getta sovente nei bidoni o nei tombini”.

Chiesto da una delegazione anche un intervento concreto da parte dell’Asl. “Se non avremo altra scelta presenteremo un esposto scritto - conclude l’autore della foto che sceglie la via dell’anonimato -.Le regole, soprattutto qui in Italia, non sono uguali per tutti. Ma noi denunceremo comunque questa situazione”.

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