Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Auto con contachilometri manomessi: centinaia vendute a Torino e provincia

“Spariti” circa 90 milioni di Km su 855 auto

Immagine di repertorio

Una truffa che andava avanti da tempo con protagonista un ex meccanico biellese che ha “piazzato” centinaia di auto con i contachilometri manomessi anche Torino e in provincia.

E’ stato appurato che negli ultimi 5 anni sono stati alterati i contachilometri di 855 autovetture, con una media di circa 100.000 Km ribassati per ogni vettura. Il meccanico, evasore totale per un milione di euro, totalmente sconosciuto al Fisco, è stato denunciato dai finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Biella che hanno scoperto il “trucco” a seguito di controlli in alcune concessionarie di auto biellesi. 

Il sistema adottato per ridurre i km

Gli accertamenti hanno permesso di appurare che il pensionato, ex titolare di un’officina, formalmente residente in Francia, ma di fatto abitante nel basso biellese, attraverso sofisticati strumenti, riusciva a ridurre i chilometri effettivamente percorsi dalle autovetture al fine di renderne più appetibile l’acquisto da parte dei clienti e aumentandone così il valore di mercato.  

Inoltre, l'uomo riusciva a modificare i filtri antiparticolato (cd. FAP), le valvole EGR (ovvero una parte delle componenti che consentono il ricircolo dei gas combusti) e modificare le centraline delle vetture (c.d. rimappatura), in spregio alle norme che regolano la circolazione dei veicoli, alterandone in modo significativo la relativa potenza e velocità. 

In tali casi le autovetture “alterate” sono da considerarsi non omologate e quindi non sicure. Sono state quindi segnalate più di 2.000 autovetture al Ministero delle Infrastrutture – Dipartimento dei Trasporti - per essere avviate obbligatoriamente a revisione, ai sensi del Codice della Strada.  

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La perquisizione

L’ex meccanico è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, delegata dall’autorità giudiziaria biellese, nel marzo 2016, nel corso della quale è stata sequestrata strumentazione da lavoro (computer, dispositivi di interfaccia grafica utili alla manomissione dei km ed altri strumenti tecnici), 262 centraline nonché 9.000 Euro in contanti e 1.450 Franchi svizzeri frutto dell’attività delittuosa, ben occultati all’interno di due centraline. 

Successive indagini svolte, permettevano di accertare che l’indagato, dopo l’intervento del 2016, ha riacquistato tutto il materiale informatico per continuare l’attività illecita. Pertanto nel maggio 2017 è stata eseguita una nuova perquisizione, con l’ausilio di due “cash dogs” (cani addestrati per la ricerca di banconote) della Guardia di Finanza normalmente impiegati negli aeroporti e ai valichi di confine terrestre. Ovviamente il nuovo materiale rinvenuto è stato sottoposto anch’esso a sequestro. 
 

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