Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Tribunale toglie la bimba ai genitori "anziani": è scontro aperto

I giudici hanno tolto Bianca ai genitori di 70 e 57 anni. Non è una questione di anagrafe, dicono in Tribunale, ma dell'"evidente difficoltà dei due adulti nell'interagire con la figlia"

La coppia di genitori ( credit TM News/Infophoto)

Già prima di nascere Bianca era finita sui giornali, proprio perché mamma Gabriella aveva 57 anni e papà Luigi 70: un'età in cui, di solito, non si viene riconosciuti come i teneri genitori di un neonato, ma come i premurosi nonni di un nipotino. L'affacciarsi al mondo della bimba, il 26 maggio 2010, a Torino, venne così salutato da una tempesta di articoli e di polemiche.

I giudici del Tribunale di Torino hanno tolto Bianca alla coppia. E non è una questione di anagrafe, dicono in Tribunale, ma di incapacità o, meglio, dell'"evidente difficoltà dei due adulti nell'interagire con la figlia". E c'é persino un procedimento penale per abbandono di minore: quando aveva poco più di un mese di vita, Bianca fu lasciata in auto, a piangere da sola, con il pannolino sporco. "Voglio con tutte le forze poter riabbracciare la mia bambina", dice Gabriella. "Faremo di tutto per riaverla", aggiunge il marito. Per adesso Gabriella potrà incontrare la figlia solo una volta ogni due settimane, e in "condizioni protette".

Ci sarà un ricorso in appello, comunica il legale, Fabio Deorsola, contro la dichiarazione di adottabilità della figlia, presa dal Tribunale dei Minorenni, e parla di provvedimento "sproporzionato" che interviene su una vicenda gestita fin dall'inizio con "scetticismo e diffidenza. I giudici dicono che non è una questione di età? Sono perplesso - aggiunge - questo problema è presente in ogni riga della sentenza, nero su bianco". E' lo stesso Tribunale, del resto, ad affermare che Bianca è "il frutto di un'applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso", di una scelta che "si fonda sulla volontà di onnipotenza e sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni". Ed è lo stesso Tribunale a sottolineare che i coniugi "non si sono mai posti seriamente domande in merito al fatto che Bianca si troverà orfana in giovane età". Luigi e Gabriella vivono a Mirabello Monferrato, non lontano da Alessandria.



Lei bibliotecaria, lui ex impiegato che ama l'antiquariato, scrive per i giornali locali e ha anche svolto attività politica. "Brave persone, riservate, tranquille, di cultura", dice il sindaco, Luca Gioanola. Si sposarono nel 1990 e, non riuscendo ad avere figli, chiesero di adottarne, ricevendo per due volte un secco "no" dalle autorità. Così tentarono con la fecondazione eterologa, vietata in Italia ma praticabile in alcuni paesi stranieri. E quando Gabriella si presentò all'ospedale ginecologico Sant'Anna con Bianca in grembo, i medici, come loro dovere, le prestarono tutta l'assistenza che le serviva senza fare troppe domande.

La Procura minorile pochi giorni dopo la nascita di Bianca nel 2010 decise di aprire un fascicolo e disporre accertamenti. Adesso ci sono le testimonianze, le consulenze e i verbali a dettare la vita di Bianca. "Si giunge a dichiarare l'adottabilità di un bambino - dicono in una nota congiunta Anna Maria Baldelli e Fulvio Villa, procuratore e presidente del tribunale - quando siano accertati episodi abbandonici sistematici tali da provocare grave danno alla sua integrità fisica e/o psicologica, e manchino i presupposti per un recupero delle funzioni genitoriali". Gabriella, per una psichiatra ha "un disturbo della personalità con una forte componente narcisistica", Luigi, il "babbo-nonno", ha "una struttura di tipo ossessivo molto rigida con spunto di tipo proiettivo e persecutorio".

Il Tribunale, dopo la prima ondata di accertamenti, autorizza le dimissioni di Bianca dall'ospedale il 9 giugno 2010. Ma il vaso trabocca già il 28 giugno 2010, quando una compaesana vede Bianca nell'abitacolo dell'auto che "piange in modo straziante". Luigi, ai giudici, dice che l'aveva lasciata sola per qualche minuto: si era attardato in garage, dove aveva sistemato le borse con la spesa. "Non c'era nessuna volontà di abbandonarla e lo dimostreremo", dice oggi l'avvocato Giulio Calosso: a febbraio è prevista l'udienza preliminare. Intanto i servizi sociali allontanano la bimba dai genitori e la affidano a una comunità. Altri controlli: gli osservatori dicono che papà e mamma non sorridono alla figlia, le parlano da adulti, senza empatia. E lei, quando è con loro, non sorride. Gabriella chiede che almeno Bianca venga affidata a una sua cugina, ma il tribunale ritiene che nemmeno questa soluzione vada bene. (ANSA)

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