Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca Madonna di Campagna / Strada dell'Aeroporto

Linea 69, il provvedimento non funziona: bus vuoti e multe stracciate

Abbiamo passato alcune ore a bordo del tanto discusso pullman. Insieme a noi Damiano De Padova, sindacalista e controllore Gtt. Ecco come sono cambiate le cose da una settimana fa ad oggi

Per vedere come è cambiata la situazione a bordo del tanto discusso bus 69, abbiamo passato alcune ore facendo avanti e indietro con i controllori e il sindacalista Rsu dell'Ugl Damiano De Padova. Qualcosa è cambiato, ma forse in peggio.

L'idea del sindaco di Borgaro Claudio Gambino di mettere un bus ad hoc per i rom, da molti ritenuta folle o provocatoria, ha fatto sì che della linea 69 abbiano parlato in tanti. Dalle parole si è infine passati ai fatti: non con lo sdoppiamento della linea, ma con il "bigliettaio" fisso.

Una novità che ha preso il via ad inizio settimana e, dopo qualche giorno di rodaggio, abbiamo deciso di fare un giro sulla linea insieme a Damiano De Padova, assistente alla clientela Gtt e sindacalista Rsu, per capire quali effetti ha avuto il tanto dibattere sulla questione e il provvedimento adottato. Con lui abbiamo toccato con mano i cambiamenti rispetto alla scorsa settimana e raccolto le sue preoccupazioni - visto il suo ruolo di controllore - e le forti critiche ad una soluzione che anche a noi è parsa tutt'altro che risolvente.

Giro sulla linea 69 - 10-2Partiamo dalla nuova gestione del personale. Il "bigliettaio" fisso sul pullman in realtà non esiste. Sulla linea abbiamo trovato impegnati quattro dipendenti: due sempre presenti all'interno di una delle due vetture circolanti, e altrettanti la mattina alla fermata davanti al campo rom, e il pomeriggio al capolinea del 69. Motivo dell'impiego di queste ultime due risorse umane? Provare a vendere i biglietti ai rom in modo tale da farli salire sul mezzo pubblico con il titolo idoneo. "E' un'idea folle - ci dice Damiano Da Padova -. Possibile che due persone debbano stare lì fisse per più di sei ore, esposte non solo al rischio di essere aggredite visto che la pensilina è situata in un luogo isolato, ma esposti anche alle intemperie atmosferiche dato che quella è una fermata senza riparo". Ed effettivamente durante il nostro giro abbiamo modo di notare gli assistenti alla clientela ripararsi sotto l'ombrello a causa della forte pioggia.

Un progetto, ut supra, fallimentare in termini numerici e pratici: zero sono infatti i biglietti venduti ai rom nella prima settimana. Diverse invece le multe, molte della quali le abbiamo però trovate stracciate all'entrata del campo di strada dell'Aeroporto. "I rom ci consegnano direttamente i documenti se li becchiamo a viaggiare senza biglietto - ci spiega De Padova -. Non hanno problemi a farsi fare il verbale, non a caso non ci sono mai stati problemi di aggressione nei nostri confronti su questa linea". Rischio di aggressione più alto per chi invece staziona all'ingresso del campo, tanto che appostandoci per una mezz'oretta (Damiano De Padova era senza divisa) veniamo avvicinati da due uomini che ci chiedono cosa cerchiamo.

(L'articolo prosegue dopo la galleria fotografica)

Un cambiamento rispetto ad una settimana fa ce lo fa notare il nostro accompagnatore: il bus è quasi sempre vuoto e il motivo è presto detto. "Ormai gli italiani non prendono il 69 perché hanno paura dei rom e i rom non lo prendono perché sanno di rischiare di trovare i poliziotti". Mentre ci spiega la sua teoria, sul pullman ci sono solo un paio di passeggeri, più noi, due controllori e tre agenti della municipale del Nucleo Nomadi. "Con tutto questo dispiegamento di personale forse si fa prima a pagare il taxi ai rom", ci dice De Padova.

Il nostro giro si conclude con la consapevolezza che la linea 69 è una linea sì diversa da tante, ma non troppo esclusiva rispetto ad altre linee come la 46, la 49 o la 51, o il 4 stesso, spesso al centro di accesi dibattiti. Sicuramente molte cose sono cambiate rispetto ad una settimana fa, ma non per questo può definirsi un provvedimento positivo. Le risorse umane utilizzate sembrano troppe rispetto ai passeggeri effettivi sulla linea. Inoltre i due assistenti costretti a stare di fronte al campo rom per vendere i biglietti non sembrano essere utili alla causa. Se quindi di fatto c'è un aumento della sicurezza per i passeggeri, anche se questa è solo apparente dato che i controllori non sono armati come le forze dell'ordine e non possono arrestare, dall'altro c'è appunto - come spiegatoci da Damiano De Padova - un dispiegamento massiccio di personale che potrebbe essere utilizzato diversamente, magari su altre linee. Ultima considerazione: "I controllori a bordo fanno le multe - ricorda De Padova -, quindi noi quando facciamo un verbale ad un rom non sappiamo se questo verrà effettivamente pagato. Eppure quattro dipendenti ogni giorno devono stare su quella linea".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Linea 69, il provvedimento non funziona: bus vuoti e multe stracciate

TorinoToday è in caricamento