Cronaca

Festa di San Giovanni, la Lida: "Basta botti, terrorizzano gli animali"

La Lida vuole organizzare una manifestazione contro la decisione del Comune di non vietare i botti di San Giovanni "Quanti animali dovranno essere ancora sacrificati per il piacere ed il divertimento dell'uomo?"

Gli animalisti cono sul piede di guerra con il Comune, e l’oggetto del contendere sono, ancora una volta, i botti di San Giovanni. I festeggiamenti per il santo patrono di Torino, come ogni anno, saranno accompagnati dai consueti fuochi d’artificio. E qui arriva la polemica: anche quest’anno saranno fatti scoppiare i botti, come deciso dalla giunta comunale.  

La Lida, lega italiana per i diritti dell’animale, condanna senza appello la decisione: “Già negli scorsi anni – comunica in una nota il presidente della Lida torinese, Ruben Venturini – visto il divieto di esplosione di botti e di fuochi d'artificio e pirotecnici sancito dall'art. 9, 23° comma, del "Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in Città", fu chiesto al Sindaco ed alla stessa Giunta di non utilizzare la deroga prevista nel medesimo articolo e, per rispettare le motivazioni che hanno originato tale divieto (evitare l'insorgere del panico negli animali domestici ed in quelli selvatici), qualora si fosse voluto ugualmente realizzare uno spettacolo pirotecnico, fu suggerito di valutare l’opzione di attuare un evento piro-musicale "silenzioso", senza cioè i micidiali botti, del tipo di quello già utilizzato in altre città, ad iniziare da Genova”.

“Dopo aver giustamente apprezzato la campagna pubblicitaria realizzata dalla Città per lo scorso Capodanno, quella titolata “Gli animali valgono più di un botto” (anche se i risultati effettivi sono stati molto minori di quanto ci si aspettasse), ora non possiamo che stigmatizzare il comportamento ancora una volta tenuto dall'Amministrazione comunale cittadina e ritenerci fortemente insoddisfatti per questa sua assurda decisione”.

Venturini ricorda che, ancora per un anno, i botti terrorizzeranno gli animali domestici, facendone fuggire molti e quelli selvatici, perso l’orientamento, potrebbero non tornare più nei loro territori, finendo magari investiti; gli uccelli, poi, rischieranno di andare ad impattare contro quegli ostacoli che, per la paura, non riesciranno ad evitare. “Non si può, poi, non evidenziare il particolare che i fuochi di San Giovanni si svolgono sul Po, quindi proprio di fronte a quella collina, dove ancora vivono molti animali selvatici”.

“Quanti animali – si chiede Venturini – dovranno essere ancora sacrificati per il piacere ed il divertimento dell'uomo? Pertanto – conclude Venturini, specificando di voler indire una manifestazione – chiediamo ai singoli cittadini, alle altre Associazioni ed a chiunque abbia a cuore la vita e la salute degli animali, siano essi domestici o selvatici, e delle persone, di inviare le loro risentite proteste al Sindaco, sempre in una forma educata, ma estremamente ferma, contro questa scelta quanto mai insensata ed inutile adottata dai rappresentanti della Città di Torino”.

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