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Licenziato il sindacalista Pino Larobina, l'Usb scende in strada

Si sono dati appuntamento in tanti per chiedere il reintegro del rappresentante sindacale licenziato. "L'Usb si opporrà con ogni mezzo. Siamo di fronte ad un ennesimo atto di violenza"

Pino Larobina, rappresentante sindacale Rsu e dirigente Usb è stato licenziato dalla fabbrica dell'indotto Kuehne Nagel in cui lavorava da 19 anni. "E' stata una lunga sequela di pedinamenti, provvedimenti disciplinari e imboscate - dice Larobina a Rodio Onda D'Urto -. Io sono stato vicino al licenziamento, a loro dire, un sacco di volte. Ma ogni volta si svelava la messa in scena e facevano buca".

 

Secondo il sindacato Usb il licenziamento non si spiega. "Siamo di fronte ad un ennesimo atto di violenza nei confronti di chi, come Giuseppe, ha fatto della salvaguardia della dignità, dei diritti, della non concertazione e non complicità il suo punto di riferimento e ragione di vita, lottando per l’affermazione dei diritti sociali e civili dei lavoratori e dei cittadini".

Da quello che trapela dal sindacato l'azienda avrebbe assunto degli investigatori che hanno seguito Larobina per 35 giorni. Il tutto sarebbe stato fatto per arrivare al licenziamento di quest'ultimo. "L’azienda ha messo in atto una vera e propria trama pretestuosa - sostiene l'Usb -, intessuta arbitrariamente per un prolungato periodo di tempo attraverso una vera e propria operazione di spionaggio".

Il problema sarebbe da ricercare nel non adeguamento del sindacalista "all'andazzo generale". Secondo le sue parole avrebbe dovuto firmare accordi o contrattare e invece di essere ostacolato in tutto avrebbe avuto maggiori benefici, tra cui un ufficio dedicato. Uno dei motivi per cui sarebbe arrivata la lettera di licenziamento sarebbe la ricerca costante di organismi esterni all'azienda, atti a verificare le condizioni di lavoro, di sicurezza.

Per Pino Larobina l'Unione Sindacati di Base ha deciso di scendere in strada per ottenere il reintegro immediato del rappresentante sindacale.

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