Cronaca

Prende permesso per andare al funerale del nonno della moglie: l'azienda lo licenzia

"Venuto meno il rapporto di fiducia"

Immagine di repertorio

Un torinese dipendente della Cooplat di Firenze, cooperativa specializzata in pulizie e sanificazione che ha anche appalti importanti nella nostra città, è stato licenziato dall'azienda dopo avere usufruito di un permesso per andare al funerale del nonno della moglie, che è anche sua cugina.

La vicenda risale all'inizio di agosto 2021, quando l'anziano morì. Il lavoratore, che presta servizio per la società da una ventina di anni, aveva inviato comunicazione via Whatsapp all'azienda dicendo di doversi recare al funerale di suo nonno in Sicilia e si era assentato dal lavoro per tre giorni, come da contratto per lutto.

Tuttavia, il nonno della moglie (contrariamente a quanto da lui comunicato) non si può considerare un parente stretto, almeno per il contratto, e così il 28 agosto l'uomo si è visto notificare un procedimento disciplinare di sospensione, seguito dal licenziamento il 4 settembre. Lui ha immediatamente impugnato il provvedimento.

"Il permesso per lutto era stato concesso sul presupposto, dichiarato dal dipendente - precisa l'azienda - È invece successivamente emerso che il defunto non era il nonno e che quindi il dipendente aveva dichiarato una circostanza non veritiera, tale da consentirgli di usufruire di un permesso del quale non aveva invece diritto".

Provvedimento giusto o troppo duro? Il lavoratore giura che, pur sbagliando, ha fatto tutto in buona fede, mentre l'azienda dice che avrebbe concesso il permesso anche se avesse raccontato la verità e che invece ha deciso di licenziare proprio per il venire meno del rapporto fiduciario. La conclusione in tribunale.

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