Ex Provincia, a rischio anche i lavoratori di bar e pulizia. Sindacati rassicurano: "Basta allarmismi"

A rischiare il posto di lavoro non sarebbero soltanto i 22 precari in protesta in questi giorni, ma anche 80 lavoratori occupati negli appalti. Dalla Filcams-Cgil: "Nessun allarmismo"

Futuro incerto per i lavoratori in appalto dell'ente Provincia di Torino. Dopo gli scioperi messi in atto dai 22 precari, ufficialmente disoccupati dal 31 dicembre 2014, numerose voci sono circolate anche sugli 80 dipendenti occupati negli appalti di reception, pulizia, bar e vigilanza.

Voci che, stando a quanto afferma Elisabetta Mesturino, segretaria generale Filcams-Cgil Torino, sarebbero da prendere con le pinze. In questi casi, si sa, è facile strumentalizzare anche se, per la cronaca, le società appaltatrici di bar e pulizia non navigano certo in acque tranquille.

Gli 80 lavoratori in questione fanno, infatti, parte di un'impresa esterna nazionale - La Lucentezza - che si occupa prevalentemente di pulizie civili e industriali. Stando ad alcune dichiarazioni apparse su un quotidiano online scritte dagli stessi dipendenti occupati in Provincia, la ditta sarebbe pronta a lasciare tutti a casa. "Al momento non abbiamo avuto alcuna comunicazione di licenziamento - continua Elisabetta Mesturino -. Parleremo con i responsabili nazionali, ma dato che il problema riguarda più di 700 lavoratori in tutta Italia, la procedura si preannuncia piuttosto lunga".

Al momento, quindi, è bene non drammatizzare il problema, anche se le aspettative non sono di certo rosee. Ad alimentare la preoccupazione, inoltre, il fatto che anche gli 80 lavoratori occupati negli appalti, abbiano contratti "decennali" come i 22 precari licenziati a causa dello sforamento dal Patto di Stabilità.

"In queste ore - sottolinea la segretaria Elisabetta Mesturino -  stiamo contattando tutte le aziende per ottenere tavoli di contrattazione". Bando agli allarmismi: è probabile, comunque, che  - dopo il 28 febbraio - non tutti gli 80 lavoratori vengano ricollocati.

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L'incertezza tra precari, dipendenti e lavoratori occupati negli appalti della Provincia, tuttavia, la fa da padrone. "Di certo non siamo tranquilli - ci racconta una dipendente al bar al Palazzo della Provincia - A partire da marzo ad alcuni dipendenti provinciali potrebbe non essere garantito lo stipendio". Si attendono risposte dai tavoli di contrattazione che tengano conto di tutto il perimetro coinvolto dalla cancellazione della Provincia.

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