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Il paradosso della sanità: assistenza ai defunti, aspettativa ai vivi

Mentre i cittadini defunti ricevono lettere per l'assistenza domiciliare, quelli vivi devono aspettare più di 5 mesi per una visita fisioterapica a domicilio

Lettere spedite a cittadini morti da settimane per avvisare sull'assistenza domiciliare programmata, sul possibile arrivo di medici a sostegno di quei malati gravi o anziani che non sono autosufficienti.

Peccato che, in 5 casi su 10, le lettere arrivino a cittadini già deceduti da tempo, perchè il sistema informatico dell'Asl di via San Secondo, non si preoccupa di essere aggiornato sui decessi.

Ad alzare il polverone Patrizia Mathieu, medico dell'Asl 1, anch'essa addetta all'assistenza domiciliare programmata, perchè quelle lettere che, sì, avvisano del servizio ed evitano che qualche medico riscuota indebitamente il rimborso del servizio (19 euro), sono un duro colpo per i famigliari che le ricevono: riaprono ferite e ledono ingiustificatamente l'immagine del servizio sanitario.

Ma c'è di più, perchè le lacune della sanità torinese non si fermano a delle semplici lettere spedite per caso. Il paradosso si fa marcato quando gli anziani vivi che necessitano di visite fisioterapiche a domicilio devono aspettare ben 5 mesi prima di poter essere visitati perchè i medici fisiatri disponibili o sono in aspettativa o in maternità o in malattia.

E così si assiste ad un'incongruità senza fine dove ci è purtroppo deceduto da tempo riceve servizi a domicilio, mentre chi ne ha veramente bisogno deve aspettare.

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