Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Madonna di Campagna / Strada dell'Aeroporto

Terra dei Fuochi scrive a Papa Francesco: "La periferia ostaggio dei fumi tossici"

I cittadini del quartiere Rebaudengo hanno inviato tre lettere al Pontefice chiedendo una visita al loro quartiere durante l'Ostensione della Sindone

Tre lettere, tre messaggi, tre appelli. Spediti a Papa Francesco dai cittadini della “Terra dei fuochi” del torinese. Una sorta di ultima spiaggia quella dei comitati spontanei del Rebaudengo che hanno lanciato una invocazione al Pontefice chiedendo una visita nel loro quartiere. In occasione della tappa che il Papa effettuerà sotto la Mole per l’Ostensione della Sindone. “Vogliamo che Sua Santità passi da queste parti per capire che aria si respira a causa dei fumi tossici provenienti dalla combustione della plastica di rivestimento dei cavi elettrici e di molte altre porcherie”.

Sotto accusa le colonne di fumo nero che si alzano al cielo ogni sera, non più un mistero per chi vive in periferia nord, sul territorio della Quinta e Sesta circoscrizione. Fumi neri come la pece. Orrori immortalati dalle finestre, dai balconi, o magari dai finestrini di un’auto un numero imprecisato di volte. Con un telefonino, una videocamera.

“Sono tre lettere cariche di speranza – spiega Valter, uno degli autori dell’iniziativa -. Siamo esasperati perché viviamo tra due campi rom e perché nessuno ci prende davvero sul serio”. Prove di un disagio che va avanti senza sosta da molti anni. E che vede centinaia di famiglie ostaggio del degrado e di quelle nubi che senza ombra di dubbio provengono dai campi nomadi di via Germagnano e strada dell’Aeroporto.

“Siamo pronti ad accoglierla a braccia aperte - si legge in una delle lettere inviate al Vaticano -. Nessuno di noi è razzista. Non ci vergogniamo di queste persone. Semmai delle istituzioni che per troppo tempo hanno girato la testa, ignorando di proposito il dramma dei rifiuti abusivi e la mancanza di igiene in quelle baraccopoli”. Nella speranza che il Papa stesso trovi il tempo per ascoltare le loro preghiere. Denunce trasformate in passato in esposti e raccolte firme. “invieremo anche le foto. In modo che il Pontefice stesso si renda conto che non ci stiamo inventando nulla. E che, al contrario, crediamo che solo lui possa fare il miracolo”.

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