Morto a soli 12 anni: "Faremo molta fatica a vedere il suo posto vuoto"

I compagni di scuola e gli insegnanti scrivono una lettera a Lorenzo, il bambino strappato alla vita a soli 12 anni. Si era sentito male in classe e si era accasciato a terra. Vani i tentativi di risvegliarlo

I giorni passano ma il dolore per la morte prematura di Lorenzo non passa. All'istituto Agnelli di Torino sono ancora increduli di quanto successo ad inizio febbraio quando, in una mattinata come tante, uno di loro ha perso la vita. Una tragedia avvenuta davanti gli occhi di compagni e insegnanti: Lorenzo si è sentito male, si è accasciato al suolo e ha chiuso gli occhi. Vani i tentativi di risvegliarlo.

Il banco di Lorenzo ora è vuoto, lui è salito in cielo e ha raggiunto il suo papà, scomparso questa estate, lasciando un grande vuoto nei cuori di tante persone che gli volevano bene. La scuola salesiana di corso Unione Sovietica gli ha scritto una lettera, firmata dai suoi insegnanti e dagli amici con cui passava le giornate a studiare e imparare.

Lunedì scorso all’inizio dell’intervallo di metà mattina improvvisamente un malore lo colpiva e lui si accasciava al suolo privo di sensi. Nonostante il pronto intervento degli insegnanti e dei sanitari del 118, il suo cuore non si riprendeva per cui veniva urgentemente portato al pronto soccorso dell’ospedale Regina Margherita dove purtroppo cessava di vivere la sua giovanissima esistenza.

Era un ragazzo delicato, riconoscono gli insegnanti e i compagni di scuola, premuroso, attento ai compagni in difficoltà. Proprio quella mattina aveva portato le caramelle per festeggiare con gli amici il suo compleanno del giorno prima.

Non amava mettersi in mostra, ma aveva una naturale verve umoristica che gli faceva pronunciare, sovente appena bisbigliando, frasi ed espressioni che suscitavano il sorriso dei vicini che subito si comunicava ai compagni. Ogni situazione era da lui studiata attentamente e sapeva cogliere l’aspetto curioso di ogni evento, anche il più insignificante. Sapeva anche con i suoi gesti dare seguito alle battute spiritose dei compagni e insegnanti con bel garbo, senza mai esagerare.

Proprio per questo motivo era amato da tutti e tutti andavano a gara per stare con lui. Anche le compagne desideravano giocare con lui: le trattava sempre con delicatezza e sapeva farle ridere anche della loro goffaggine nel gioco del pallone, senza mai offenderle, anzi incitandole a giocare.

Oltre al calcio (era tifoso appassionato della Juventus), amava il basket e il baseball. Da pochi giorni aveva chiesto di iscriversi alla squadra della scuola; attendeva con ansia ed entusiasmo che incominciassero gli allenamenti e, con il suo fisico atletico, sembrava promettere bene.

Coltivava molti interessi: gli piaceva leggere, coltivava i fiori, passione che gli era stata inculcata dal nonno, amava moltissimo gli animali soprattutto quelli di piccola taglia come i criceti e gli uccelli; non disdegnava neppure i video giochi a cui, come era solito dire, “giocava sì, ma non tanto”!

Allo stesso modo gli piaceva lo studio in cui riusciva senza difficoltà: gli piacevano molto la storia e la geografia, soprattutto lo studio delle carte geografiche che suscitavano in lui un fascino particolare.

A scuola andava volentieri e si faceva accompagnare molto prima del suono della campanella per stare con i suoi amici a giocare e chiacchierare. Alla fine delle lezioni, quando il nonno lo andava a prendere, si attardava ancora un po’ finché il vice preside non fischiasse la fine dell’intervallo.

Frequentava la parrocchia e l’oratorio della Madonna delle rose e partecipava attivamente al gruppo scout dell’Agnelli: proprio il giorno prima di morire con il suo reparto aveva celebrato la festa di Don Bosco di cui era devoto e che pregava tutti i giorni, ignaro che poche ore dopo sarebbe andato a raggiungerlo in Paradiso insieme con il suo papà.

La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto se pur per pochi mesi. “Un ragazzo così, raccontano i compagni di scuola, non lo si vorrebbe perdere mai. Faremo molta fatica a vedere il suo posto vuoto e vorremmo che dal cielo continuasse a essere sempre parte della 1 C dell’Agnelli.

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