Parco Dora, lettera aperta al sindaco di Torino Piero Fassino

Il Comitato Dora Spina Tre ha scritto una lettera aperta al Sindaco di Torino elencando tutte le questioni da tempo aperte in zona. "I cittadini hanno diritto ad essere aggiornati sulla situazione da parte delle Istituzioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Dal 2004 il nostro Comitato sottopone varie proposte alle Istituzioni, nell'intento di contribuire al miglioramento del quartiere e del parco di Spina 3 col contributo fattivo dei residenti.

Scriviamo oggi per fare il punto su alcune questioni da tempo ferme. Questioni su cui le risposte alle sollecitazioni dei cittadini e del nostro Comitato da parte degli Enti preposti, se e quando tali risposte arrivano, rischiano di sembrare un palleggio di responsabilità incomprensibile ai più e di non deporre a favore della serietà delle Istituzioni e del loro corretto rapporto con i cittadini.

APERTURA LOTTI PARCO DORA
Pur preannunciata per il 2011, in occasione e coi finanziamenti del Centocinquantenario della Nazione, l'apertura totale dei Parco alla fruizione è quanto mai incerta: alcuni lotti sono stati inaugurati, altri sembrano in gran parte realizzati ma sono cintati da reti spesso facilmente aggirabili, altri lotti sono ancora in parte da realizzare.

Riceviamo come Comitato, così come senz'altro in misura maggiore riceverà il Comune, messaggi di residenti che si dicono sconcertati dal fatto che una buona parte del Parco sia ancora inaccessibile, a distanza di anni dall'arrivo dei primi residenti. I quali hanno pagato per l'acquisto dell'alloggio, e pagano con le imposte (in primis con la TASI), anche il "valore aggiunto" della presenza del Parco attorno alle loro case.

La ragione di tale situazione può essere a conoscenza dagli addetti ai lavori ma non alla maggior parte dei residenti, che, oltre a non esser stati affatto coinvolti sul modo migliore per realizzare il Parco, leggono sui giornali di tanto in tanto della presenza di diatribe tra il Comune e le ditte costruttrici che, per conto dello Stato, hanno realizzato i lotti Vitali e Michelin.

BONIFICHE
Siamo tutti a conoscenza dell'inquinamento rimasto nei terreni e nelle acque di Spina 3 all'abbandono delle fabbriche. Le prime informazioni, diffuse nel 2008 da ARPA Piemonte e Comune di Torino, avevano evidenziato una notevole presenza di metalli pesanti (ed anche di cromo esavalente) nei terreni e nella falda sotterranea. Tali Enti hanno dichiarato che le bonifiche effettuate escludono ogni possibilità che la popolazione venga in contatto con gli inquinanti, grazie a vari trattamenti in falda e alla messa in sicurezza dei luoghi dove sono realizzati il Parco Dora e vari edifici residenziali e lavorativi.

Nel gennaio 2012 il Consiglio comunale votava una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta a far realizzare almeno una volta ogni sei mesi nuove analisi sull'inquinamento delle acque superficiali e delle falde acquifere nella zona del Parco e a pubblicarne tempestivamente i risultati sul sito web della Città.

Il nostro Comitato ha sollecitato recentemente un aggiornamento di tali dati, anche in considerazione della presenza di notevoli valori di cromo esavalente rilevati in falda dai pozzi di rilevazione riaperti nel lotto Vitali del Parco. Il settore Ambiente della Città risponde che il progetto di bonifica della falda riguardante tale area, pur approvato, non è stato avviato "per problemi interni del proponente". Nulla si evince ulteriormente; e cioè se sia fermo il progetto di bonifica (ulteriore) o la rilevazione dei suoi effetti. Ed anche quale sia la situazione aggiornata dell'inquinamento delle acque della Dora e della falda sotto gli altri lotti del Parco, rilevato in passato da appositi pozzi di monitoraggio.

STOMBATURA DELLA DORA
Làscito degli impegni di rimozione non onorati dalle Ferriere FIAT, più volte preannunciata, accompagnata dalle cautele per la diffusione di poveri e rumori richieste dal nostro Comitato, la rimozione (parziale) del lastrone di cemento armato tra via Livorno e corso Principe Oddone, peraltro non così prioritaria per i residenti, è tuttora ferma.

Sappiamo della conclusione della vertenza che ha opposto varie Istituzione pubbliche per deciderne la responsabilità. Ci chiediamo quali eventuali ostacoli siano ancora presenti prima di realizzare la prevista riapertura del fiume nel settore Valdocco del Parco. E, nel caso si trattasse di pareri di Enti pubblici ancora da ottenere, se non sarebbe stato possibile ottenerli in precedenza.

SCUOLA DI SPINA 3
L'unica opera pubblica prevista dal progetto originario del nuovo quartiere e scadenzata per il 2009 è ancora da realizzare. Pur utilmente anticipata da alcuni locali acquistati dal Comune nel comprensorio Vitali ad utilizzo di scuola materna e asilo nido, la scuola di Spina 3 è tanto più importante in una zona già carente di strutture per l'infanzia (ed anche, aggiungiamo, di luoghi permanenti di cultura e d'aggregazione, come la biblioteca richiesta dalla petizione promossa dal nostro Comitato) e contrassegnata da una natalità superiore alla media cittadina.

Le richieste d'informazione rivolte ancora recentemente alle Istituzioni dal nostro Comitato in merito ai motivi che impedirebbero l'inizio dei lavori di quella che è, questa sì, una priorità del quartiere, sono cadute finora nel vuoto.

Una vicenda, quella della scuola di scuola di Spina 3, che comincia a ricordare quella del Poliambulatorio sanitario che doveva essere realizzato nel 2002 nei locali dell'ex Superga di via Verolengo. Dove, malgrado le risorse risultassero stanziate, i lavori non sono ancora iniziati.

Su tutte queste questioni, d'importanza diversa tra loro ma di notevole impatto sul quartiere, è indispensabile, a nostro parere, un'informazione completa e aggiornata ai cittadini.

Torna su
TorinoToday è in caricamento