Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Ex Moi, il grido d'allarme della Circoscrizione: "Serve un presidio"

In una lettera rivolta al sindaco ed alle istituzioni viene chiesto di trovare una soluzione al problema delle palazzine occupate del Moi: tra le proposte, viene chiesto un presidio delle forze dell'ordine

L'officina all'aperto dei profughi

Il grido di dolore ha preso la forma di una lettera di tre pagine inviata alle istituzioni cittadine, ma specialmente al sindaco di Torino Piero Fassino. Il messaggio? La situazione di emergenza che si è venuta a creare nell’ex Moi non può essere ignorata: deve essere risolta, e in fretta, prima che l’ex villaggio olimpico degeneri.

In una lettera firmata dal presidente della Circoscrizione Nove Giorgio Rizzuto, il vice presidente della Consulta per la Sicurezza Andrea Cantore e la coordinatrice alla Quarta Commissione Maria Elena Tufaro vengono passati in rassegna tutti i casi di cronaca più recenti che hanno coinvolto il Moi, proponendo però delle soluzioni di rapida realizzazione che potrebbero portare un beneficio per tutte quelle realtà che orbitano attorno alle palazzine di via Giordano Bruno.

“Proponiamo – scrive la Circoscrizione – di praticare alcuni primi interventi che portino, da una parte, un po’ di agio alle persone delle quattro palazzine, e dall’altra a tutti coloro che vivono nei pressi del complesso: ampliare l’isola ecologica (e i relativi passaggi degli operatori ecologici addetti) sita nei pressi per contenere l’aeccesso di immondizia prodotta; rimuovere le paratie colorate che isolano l’accesso al cortile antistante le palazzine occupate, implementare l’illuminazione notturna, costituire laddove è possibile, in modo permanente e stabile e in un luogo specifico, un nucleo di forza pubblica riconoscibile al fine di prevenire la degenerazione”.

Gli scriventi premettono che non conoscono il numero degli occupanti delle palazzine, ma “Da come si sono sviluppati gli eventi non è possibile affermare che la vicenda profughi si sia svolta secondo principi umanitari, tali da garantire una reale integrazione nel rispetto dei residenti e la garanzia di dignità umana. Invece, le cose da tutti noi osservate e vissute, come vicini di casa, sembrano proprio esprimere indicatori opposti a questa tendenza sopra esposta degna di un paese civile”.

Tutti sono consapevoli che la situazione potrebbe degenerare ulteriormente, specialmente dopo i fatti di cronaca che i giornali hanno riportato recentemente. Molestie verbali rivolte alle ragazze dell’Ostello della Gioventù e dell’Edisu, risse, aggressioni a tre dipendenti di una delle strutture che operano al Moi; è stata anche trovata un’officina abusiva. E c’è il timore che senza un presidio di sicurezza possano accadere altri fatti preoccupanti. Il presidente della Nove Rizzuto a tal proposito chiede di essere al più presto auditi dal sindaco Fassino.

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