Un caso di legionellosi in carcere, grave detenuto. "Avevamo detto che era da chiudere"

Controlli sugli impianti

Il carcere di Ivrea

Un 50enne detenuto nel carcere di Ivrea è stato ricoverato d'urgenza nel reparto di rianimazione dell'ospedale cittadino per legionellosi venerdì 17 gennaio 2020. Si tratta di un detenuto probabilmente già alle prese con alcuni problemi di salute che lo hanno predisposto alla malattia.

Il servizio di igiene e sanità pubblica dell'Asl To4 sta effettuando alcuni accertamenti per risalire all'origine dell'infezione, che non si trasmette da persona a persona ma, per via respiratoria, mediante inalazione e aspirazione. Per questo motivo, in carcere a Ivrea, sono stati eseguiti una serie di controlli sugli impianti di trattamento dell'aria e di ricircolarizzazione delle acque.

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"Si faccia luce al più presto sulle cause del caso di legionella nel carcere di Ivrea così come appreso dagli organi di informazione. Ne va anche della incolumità della salute dei nostri agenti di polizia penitenziaria", dice Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, sindacato di polizia penitenziaria. "La sicurezza dei luoghi di lavoro - aggiunge - è una priorità dalla quale non si può prescindere, a tutela di tutti. Sia del personale di polizia penitenziaria e del personale del comparto funzioni centrali, sia della popolazione detenuta. Da più di un anno, l'Osapp aveva segnalato la necessità di controlli a causa del fatiscente stato dell'istituto penitenziario, tanto da suggerirne la chiusura per intervenire con i necessari lavori di messa in sicurezza".

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