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Masche e castagne, le leggende pre-Halloween in Piemonte

Ecco com'erano nella nostra regione le credenze popolari sulle streghe e la notte dei morti

Secoli prima che Halloween attraversasse l'Atlantico per diventare una festa popolare anche in Europa con i suoi travestimenti “da paura”, i dolci e tutto il relativo mix di orrore e divertimento, in Piemonte c'erano già credenze, usanze per i giorni dei morti, superstizioni di ogni genere e personaggi misteriosi.

Tra paranormale e leggendario, il personaggio piemontese per eccellenza è la masca, la versione locale della strega, citata già da Rotari re dei Longobardi nel VII secolo dopo Cristo. Anche se le masche erano in genere più spesso buone che cattive, i loro poteri venivano visti di cattivo occhio dagli altri, che a ogni calamità (o anche solo quando spariva qualcosa) erano soliti dire “A j son le masche”. Le masche erano anche solite riunirsi quattro volte l'anno: il 2 febbraio per la Candelora, il 1° maggio per Calendimaggio, il 1° agosto per la festa del raccolto e proprio il 31 ottobre per la festa dei morti.

In occasione di questa festa, ecco alcune delle più note tra le leggende popolari e le superstizioni tipiche del Piemonte.

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