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Sì ai lavori nel parking Galileo, reperti Cittadella a rischio: "Comune non si nasconda dietro Sovrintendenza"

Il Cosiglio comunale ha bocciato con 19 voti contrari la mozione dei Cinque Stelle nella quale veniva chiesta la sospensione dei lavori al parcheggio interrato di corso Galileo dopo il ritrovamento di reperti

Procederanno a suon di ruspe e martelli pneumatici i lavori per il parcheggio sotterraneo in corso Galileo Ferraris, in quel cantiere dove qualche giorno fa, dalla terra sono stati portati alla luce diversi reperti archeologici facenti parte delle famose gallerie sotterranee della Cittadella datati '700. La Sala Rossa ha, infatti, bocciato nel Consiglio comunale di ieri una mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle - peraltro condivisa anche da altri frangenti politici come la Lega Nord e Sel - con la quale i propositori chiedevano la sospensione dei lavori fintanto che la Sovrintendenza di Archeologia e Belle Arti valutasse la tipologia e il valore dei reperti archeologici rinvenuti dalle macerie.

Malgrado buona parte della Sala Rossa si sia detta contraria alle ruspe, sono stati ben 19 i voti sfavoreli che hanno quindi determinato la prosecuzione dei lavori per il parcheggio di corso Galileo Ferraris, parcheggio peraltro pertinenziale e che darà vita, quindi, a posteggi privati. La paura è che le ruspe possano continuare ad abbattere quello che è uno dei patrimoni più importanti della Città di Torino, una parte dei 21 chilometri di passaggi sotterranei che costituivano la Cittadella di Pietro Micca. Una paura concreta perchè il progetto del parcheggio interrato fu presentato dicendo che, a essere abbattuto, sarebbe stato solo il Rivellino di mura già distrutte della Cittadella. Oltre i muri, invece, ci sono gallerie sotterranee seicentesche che permetterebbero, peraltro, anche di raggiungere il Pastiss, un storica fortezza del 1500 di cui praticamente nessuno è a conoscenza.

Se da una parte la Sovrintendenza si è riservata qualche giorno per la valutazione tecnica dei reperti della Cittadella ritrovati, dall'altra ha autorizzato la Città a procedere: le ruspe, peraltro, hanno già distrutto, in questi giorni, una parte delle mura ritrovate. "Al termine del percorso di valutazione - ha detto in Sala Rossa l'assessore Lubatti - la Sovrintendenza si è detta disposta a collaborare per un'eventuale modifica del progetto, qual'ora i reperti ritrovati risultassero rilevanti. Intanto i permessi ci sono e i lavori devono procedere". Resta il fatto che il terreno è del Comune e il Comune dovrà pur contare qualcosa. "Se i tecnici dicono che si può abbattere non è obbligatorio che si debba fare - ha rilanciato il grillino Vittorio Bertola -. Il Comune non può nascondersi dietro i pareri della Sovrintendenza". Palazzo Civico si spacca tra contrari e favorevoli alla prosecuzione dei lavori e sono proprio questi ultimi ad avere la meglio. La meglio anche sui migliaia di cittadini che hanno dato la loro adesione a una petizione popolare che in pochi giorni, sul sito "Change.org" ha raccolto quasi 3mila firme. Il tam tam sui social è dilagato a velocità disarmate con quasi 2mila iscritti alla pagina Facebook "Salviamo il patrimonio archeologico della città": è stato addirittura costituito un comitato ad hoc per impedire che le ruspe continuassero con i lavori. Un senso civico dilagante che ha sorpreso anche chi, da subito, si è fatto portavoce di una campagna senza esclusione di colpi: "Sono fiera dei miei cittadini - dice il consigliere della Circoscrizione 1 Viviana Ferrero (M5S) -. Dobbiamo continuare a lottare per il patrimonio storico della nostra Città".

I lavori per il parcheggio interrato - uno dei tanti della Città - continueranno, dunque, finchè la Sovrintendenza non avrà deciso il da farsi. Intanto mattoni seicenteschi vengono alla luce e chissà quale sarà la loro fine.

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