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L'accusa di tre lavoratori: "Ostaggi della ditta che inscatola pennarelli"

Per uno stipendio da fame

Ostaggi della ditta che inscatola pennarelli. È la vicenda di tre giovani richiedenti asilo, gambiani e ghanesi, che è arrivata davanti al giudice del lavoro di Torino ieri, giovedì 16 gennaio 2020. Chiamata in giudizio è una ditta, il cui titolare è un cinese, di strada del Cascinotto a San Mauro Torinese.

L'accusa dei tre, che chiedono un cospicuo risarcimento, è di avere lavorato sette giorni su sette per 11 ore al giorno per uno stipendio di 150 euro al mese e di avere dovuto pagarne 50 per il rilascio di documenti che servivano loro a ottenere il permesso di soggiorno. E sostengono anche di non essere stati liberi di allontanarsi dalla fabbrica, che veniva chiusa a chiave quando lavoravavno.

Quando i dipendenti hanno chiesto un aumento, la risposta, sempre secondo la ricostruzione dei tre lavoratori, è stata la chiusura della fabbrica e la liquidazione della società per aprirne un'altra con altri lavoratori alle stesse condizioni.

Ad appoggiare i tre migranti (su un totale di 40 dipendenti) nella causa è il sindacato Cub, che ieri ha tenuto un presidio davanti al palazzo di giustizia di Torino, in occasione della prima udienza del processo. I titolari della ditta, invece, non si sono presentati.

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