Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Largo Giovanni Boccaccio

Cinquecento firme in pochi giorni. Largo Boccaccio contro i box

I residenti e i commercianti del quartiere Sassi sono passati dalle parole ai fatti. In tanti hanno firmato la petizione che chiede alla Città di non aprire un cantiere in largo Boccaccio

La battaglia per salvare largo Boccaccio continua. I residenti hanno raccolto più di cinquecento firme in pochi giorni, un consenso davvero da record. Il comitato per il no al parcheggio in largo Boccaccio sta facendo davvero proseliti all'interno dei due quartieri interessati, Sassi e Madonna del Pilone. Insomma i residenti e i commercianti dei due borghi sembrano essere disposti a tutto pur di riuscire a fermare il progetto della Città di Torino che prevede la realizzazione di alcuni box auto in una piazza presente nei pressi di corso Casale.

In particolare i residenti non vogliono proprio saperne del parcheggio, soprattutto per ragioni idrogeologiche. “Le case del nostro quartiere – racconta uno dei firmatari - poggiano su un substrato di ghiaia e acqua che non è stabile e si imbeve regolarmente di liquidi provenienti da antichi fiumicelli e torrenti sotterranei, alcuni dei quali vanno a perdersi prima di raggiungere il Po”.

Uno scavo profondo decine di metri rischierebbe di provocare – sostengono i cittadini - smottamenti e gravi danni alle abitazioni. Senza contare le problematiche già esistenti con le continue inondazioni delle cantine e delle strade causate dalla mancata pulizia di alcuni rii. “Ad esser franchi non vediamo la necessità di un parcheggio pertinenziale situato proprio in un luogo di grande passaggio – continuano i residenti -. Il cantiere provocherebbe notevoli difficoltà di transito con rallentamenti e conseguenti code di veicoli da tutte le strade. Per questo speriamo che il Comune di Torino prenda atto al più presto delle nostre richieste”.

A portare avanti la battaglia in circoscrizione Sette e a chiedere un ripensamento sul progetto di largo Boccaccio sarà il capogruppo della Lega Nord Daniele Moiso. “Chiederò che vengano ascoltati i firmatari della petizione – dichiara Moiso -. Le cinquecento firme raccolte in poche ore fanno capire quanto il problema nel quartiere sia sentito. L'amministrazione non può e non deve ignorare questo grido di dolore”.

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