Cronaca Regio Parco / Via Emilio Salgari

Ecocentro a mezzo servizio? Tutta colpa del via vai dei ladri

I residenti e i commercianti del quartiere Regio Parco protestano per la chiusura del servizio. Ma l'Amiat non sembra voler tornare sui suoi passi

Non finiscono mai le polemiche legate all'ecocentro di via Salgari, nel quartiere Regio Parco. Il centro per la raccolta differenziata presente a due passi da piazza Sofia non ritirerà più i televisori, i monitor e i piccoli elettrodomestici. Come dimostra il volantino affisso davanti al portone principale. Le numerose richieste dei residenti del quartiere non faranno cambiare idea al gruppo Amiat. I furti a ripetizione e soprattutto il grosso numero di danni subiti hanno convinto l'azienda ad adottare una nuova strategia per tenere lontani i ladri e gli avvoltoi di cui il quartiere sembra davvero essere pieno. "Le intrusioni diurne e notturne nell'ecocentro ci hanno causato più danni che altro - spiegano da Amiat -. Ci dispiace ma non possiamo far diversamente in questo momento. Il problema non sono gli oggetti portati via ma i costi per effettuare le dovute riparazioni".

Negli ultimi anni, infatti, sono spariti dall'ecocentro un numero spropositato di oggetti tra cui televisori, computer ed elettrodomestici. Una catena impressionante di taccheggi che si verificava puntuale durante gli orari di pausa del personale. I ladri aspettavano sempre l'ora di pranzo per scavalcare la rete di protezione e colpire, il tutto incuranti della presenza delle telecamere. Una volta intascato tutto il possibile i briganti risalivano a bordo delle loro bici e delle loro auto e scomparivano senza lasciar traccia. E l'ennesimo no di Amiat non ha certo fatto felici i residenti.

"Ci sentiamo privati di un servizio - commenta un cittadino della zona -. E' vero che ci sono tante persone che vengono a rubare. Questi individui, però, devono essere puniti altrimenti rischiamo di diventare noi cittadini il prossimo bersaglio". Polemici sono anche i commercianti. "Non possiamo recarci fino in corso Brescia per lasciare i nostri monitor - dichiara Michelangelo Gulli, presidente dell'associazione commercianti "Una finestra sul Regio Parco" -. C'è una perdita considerevole di tempo e di denaro. Abbiamo un servizio sotto casa e non capiamo perché non possa funzionare".

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