Ladri bombaroli mascherati da Trump fanno saltare i bancomat, presi dopo il colpo

Sono accusati di due furti con esplosione e sospettati di numerosi altri. Avevano riverniciato l'auto (rubata) del colpo precedente per evitare di essere riconosciuti

Uno dei ladri in azione, mascherato da Donald Trump

La notte dello scorso mercoledì 19 luglio 2017 avevano fatto saltare il bancomat dell'Unicredit di Vigone portando via 92mila euro in contanti. La banda, composta da due sinti di 26 e 30 anni residenti ad Alpignano, ha però avuto le ore contate ed è stata intercettata dai carabinieri, che hanno arrestato entrambi ad Avigliana, in un garage condominiale d via IV Novembre, dove erano andati per cambiare l'auto allo scopo di dileguarsi più facilmente.

MASCHERATI DA TRUMP

I due, secondo quanto emerso dalle indagini, erano soliti assaltare gli sportelli con il volto coperto con le maschere del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Gli uomini della sezione antirapina del nucleo investigativo li accusano anche di un colpo avvenuto a Cavallermaggiore, nel Cuneese, ma i due sono sospettati di decine di assalti in tutto il Piemonte.

LADRI BOMBAROLI

La tecnica utilizzata dalla coppia è quella della cosiddetta 'marmotta': un ordigno artigianale a forma di pala che si inserisce all’interno degli sportelli per farli saltare. I due forzavano la fessura di apertura dell'erogatore e la infilavano al suo interno, dopodiché la facevano saltare. Le immagini degli impianti di sorveglianza delle filiali, grazie a cui sono stati identificati, mostrano chiaramente l'uso di tale strumentazione.

MERCEDES RIVERNICIATA

I due hanno sempre utilizzato auto rubate per raggiungere le banche da assaltare. In quasi tutti i colpi hanno utilizzato una Mercedes bianca Classe A. Nel secondo colpo, i due l'hanno riverniciata di nero forse ispirandosi al film The Jackal (1997) con Bruce Willis, Richard Gere e Sidney Poitier in cui il protagonista Willis, cambia colore alla sua auto perché braccato dalla polizia.

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LE BASI OPERATIVE

Utilizzando mazzi di chiavi trovati all'interno della Mercedes, i carabinieri sono riusciti a risalire a due basi operative della banda. Una si trovava in un capannone in disuso a Givoletto, l'altra in un appartamento e nel relativo garage a Favria. Qui hanno trovato il materiale utilizzato per confezionare gli ordigni esplosivi e anche dei jammer, ossia interditori di frequenze, che venivano utilizzati nel corso dei colpi.

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