Labirinto di siepi, il secondo in Italia è in provincia di Torino (FOTO)

1400 piante e pareti verdi: una sfida che fa tornare indietro nel tempo, nel parco di un castello nel Canavese

In provincia di Torino amiamo le sfide: se in alta Val Susa si trova il ponte tibetano più lungo del mondo, nel Canavese c'è il secondo labirinto botanico d'Italia per estensione, dopo quello della Masone in provincia di Parma.

Curiosamente, il labirinto piemontese si trova nel parco del Castello di Masino, a Caravino, tra Ivrea e Santhià.

L'origine del labirinto, e del suo nome (labyrinthos), è nell'antica Grecia. O meglio a Creta, dove secondo la leggenda il re Minosse avrebbe fatto costruire a Dedalo un... dedalo inestricabile in cui furono imprigionati il costruttore con il figlio Icaro e soprattutto il Minotauro, creatura mezza uomo mezza toro che si cibava di giovani ateniesi. A livello storico, comunque, va registrato che effettivamente l'antico palazzo del re di Creta aveva una planimetria molto intricata, piena di vicoli e svolte; inoltre, secondo una teoria la stessa parola labirinto deriverebbe dal nome dell'ascia bipenne labyr simbolo dei re di Creta.

Quello che molti non sanno degli antichi labirinti è che la loro forma è unicursale, ovvero a una sola direzione. In pratica, procedendo dall'ingresso la fine del labirinto si trova nel suo centro, con un vicolo cieco finale da cui ripartire per ritrovare la via d'ingresso, proprio come nel mito del filo di Arianna e Teseo. I labirinti unicursali sono tipici anche nell'iconografia cristiana, dove al centro si trova Dio, mentre sono più moderni i labirinti con un ingresso e un'uscita.

Quello nel parco del Castello di Masino è segnato fin dal 1753 nelle carte, mentre il disegno giunto fino a noi è di stile ottocentesco inglese. La dimora signorile risale invece al XVI secolo, quando fu costruita dopo la demolizione di un castello dell'anno Mille, voluto dai Valperga per difendersi dai nemici e teatro infatti di vari scontri con Savoia, Acaja e anche i Visconti di Milano.

Nel 1988, alla morte dell'ultima residente Vittoria Leumann il figlio Luigi Valperga di Masino ha ceduto castello e parco al FAI Fondo Ambiente Italiano. Dimora, parco e labirinto sono state restaurati e sono aperte al pubblico con visite individuali e di gruppo organizzate dal FAI.

Il labirinto di siepi è fatto di 1400 piante di carpini, con pareti verdi in cui ci si può perdere davvero: per chi si “arrende”, c'è una torretta su cui arrampicarsi per trovare la via d'uscita. Basta trovare la torretta.

Fonte foto: pagina Facebook Castello e Parco di Masino

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