Cronaca Barriera di Milano / Via Monte Nero

L'appello di Mario: "Sono cieco, datemi una casa senza barriere"

Costretto alla sedia a rotelle dal 2002 a causa del diabete Mario continua la sua battaglia per ottenere una casa popolare senza scalini

Un vero e proprio calvario, difficile definirlo diversamente. Una casa piena di barriere architettoniche e una carrozzina come unico mezzo per muoversi e vedere la luce del sole. E poi quella cecità che aggrava ancora di più la situazione. Mario D’Antino, 59 anni, residente in via Monte Nero 5 ha urgentemente bisogno di un appartamento che gli permetta di vivere senza dover chiedere l’aiuto della moglie Giovanna e dei suoi tre figli. Simone, Diego e Francesco.

L’uomo costretto alla sedia a rotelle dal 2002 a causa di gravi problemi di salute non può nemmeno spostarsi da una camera all’altra senza imbattersi in una porta troppo piccola o in scalini impossibili da valicare. Persino accedere al bagno è un’impresa titanica, l’ingresso infatti è troppo piccolo per permettere il passaggio della carrozzina. “Di solito facciamo a turno. Lo alziamo di peso e lo portiamo in bagno” racconta uno dei figli. A completare il quadro ci sono i gradini presenti tra l’appartamento, collocato al piano rialzato, e il cortile. Due appena eppure insormontabili.

“Ho chiesto una casa popolare senza barriere – racconta Mario -. Non posso e non voglio più vivere in una casa piena zeppa di ostacoli”. Un caso seguito da vicino anche dal capogruppo del Pdl della circoscrizione Sei Domenico Garcea. “Con l’attuale graduatoria Mario rischia di non vedere una via d’uscita – denuncia Garcea -. Come al solito è inammissibile che in questa città non venga mai data assistenza agli invalidi torinesi. Speriamo, dopo questa denuncia, di ottenere qualche risposta”.

Secondo l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Torino la situazione del nucleo familiare di via Monte Nero si potrebbe sbloccare una volta trovato un alloggio che sia in grado di rispondere alle esigenze di Mario. Questo, in fondo, è l’unico problema che separa la famiglia da una vita normale. Senza più ostacoli. “Sappiamo che al signor D’Antino serve una casa senza barriere e grande abbastanza da ospitare cinque persone - dichiarano da Palazzo Civico -. Appena si libererà un bilocale delle dimensioni adeguate lo contatteremo”.

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