Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Falchera / Via Germagnano

Intorno al canile una muraglia: così vivono i volontari per difendersi dai nomadi

Grazie ai soldi raccolti con le donazioni la Lega per la difesa del Cane ha innalzato un'inferriata in grado di tenere lontani gli abusivi. "Non sapendo come fare per evitare le intrusioni abbiamo optato per un enorme cancello”

Pur di difendersi dagli invasori sono arrivati al punto di costruire un’inferriata in ferro e di spargere del filo spinato oltre le reti di protezione. Creando così una fortezza inespugnabile. Peccato che la struttura in questione non sia una caserma ma un semplice canile. Tuttavia è proprio così che vivono i volontari della Lega Nazionale per la difesa del cane di via Germagnano. Stufi degli assalti dei vicini nomadii responsabili si sono autotassati per installare una gigantesca muraglia a difesa dei loro amati amici a quattro zampe. Un intervento importante che alle casse del canile non è certo costato due lire. Negli ultimi anni sono stati spesi circa 60mila euro per rinforzare le mura esterne. Una cifra spropositata per chi vive di solo volontariato.

“Nessuno ci ha dato una mano – accusa la vicepresidente della struttura Lina Saba -. Non sapendo come fare per evitare le intrusioni abbiamo optato per un enorme cancello”.  Il motivo è piuttosto chiaro. Dal 2004 ad oggi furti e atti vandalici hanno “regalato” danni e sgradite sorprese. Una colpa – sostengono i più – da attribuire ai vicini di casa. “Da quando si sono insediati i nomadi i problemi sono aumentati a vista d’occhio – afferma ancora Saba -. Tante persone che lavoravano con noi se ne sono andate terrorizzate. Colpa delle minacce e degli atti vandalici”.

Ma a preoccupare non sono solo i nomadi. Alla Città è stato anche chiesto di intervenire per mettere in sicurezza l’area su cui è stato edificato il canile. Un terreno dove anni fa sorgeva una discarica abusiva. Argomenti su cui interverranno anche il capogruppo della Lega Nord in Comune di Torino Fabrizio Ricca e il consigliere del Carroccio della Sei Alessandro Sciretti. “È davvero incredibile che chi fa volontariato debba pagare di tasca propria cancellate e recinzioni per proteggersi e non farsi derubare – chiosano Ricca e Sciretti -. A questo scempio bisogna porre fine e riportare la legalità in un angolo di Torino di cui i nomadi sono diventati gli unici padroni”

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