Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Parla il gioielliere accusato di omicidio doloso plurimo: "Me la caverò, non andrò in prigione"

E contesta la ricostruzione degli investigatori

Non è pentito Mario Roggero, il 67enne gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) accusato di omicidio doloso plurimo per avere ucciso due dei tre rapinatori, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, che lo scorso 28 aprile 2021 tentarono di colpire la sua gioielleria in frazione Gallo d'Alba. Intervistato da Giuseppe Cruciani nel programma radiofonico La Zanzara di Radio24, ha dato per l'ennesima volta la propria versione dei fatti, sostenendo di ritenere ingiuste le accuse mosse contro di lui. A seguire alcune delle domande che gli sono state rivolte e le relative risposte.

Quale è stata la reazione all'accusa che le è stata rivolta?

"Non dico indifferenza, ma vedremo di andare avanti. Vedrò gli avvocati la prossima settimana".

Pensa di avere esagerato?

"In quel momento, dopo le botte e i pugni in faccia a mia moglie e la colluttazione, la tensione era talmente alta che non sono riuscito a fare diversamente".

Ha rincorso i rapinatori, visto che i colpi sono stati sparati fuori dalla gioielleria?

"La macchina era davanti al negozio, non ho rincorso nessuno. Il mio obiettivo era fermarli. L'intero caricatore che io avrei scaricato addosso a loro erano in realtà quattro colpi di cui uno è un deflettore, quindi erano tre colpi. E questi non erano disarmati".

La pistola che aveva è regolare? E il porto d'armi che le contestano di non avere?

"Ma no, la pistola è regolarmente denunciata come una che ho a casa. L'unica cosa è che secondo la legge non posso oltrepassare la porta del negozio. Mi sono dovuto difendere perché mi hanno massacrato completamente e la pistola era in cassaforte".

È pentito di quanto ha fatto?

"È ovvio che col senno di poi non avrei dovuto farlo, ma quando hai la rabbia che bolle non ti riesci a controllare. Io non volevo che andassero via, volevo bloccarli in modo che arrivassero i carabinieri. Ma uno contro tre come li blocco?".

Lo rifarebbe?

"Col senno di poi no. Se ne valeva la pena? Se ne parla sempre col senno di poi".

Ha pietà per i rapinatori uccisi o sono i rischi del mestiere?

"Dispiace sempre quando una persona perde la vita. Sui rischi del mestiere in parte è vero: se tu è tutta la vita che rapini non è il modo di comportarsi nella società civile".

Come è andata con Alessandro Modica, il rapinatore rimasto in vita?

"Ho avuto una colluttazione bestiale con questo qua. Poi a un certo punto mi ha chiesto di non ammazzarlo e gli ho detto 'vai'".

Non sarebbe stato meglio aspettare i carabinieri?

"Ma se hanno impiegato un'ora ad arrivare. E poi c'era anche l'episodio precedente che mi ha portato all'esasperazione: mi avevano portato via 250mila euro di merce e sai che cosa gli hanno dato? Due anni con la condizionale e mille euro di multa, ma stiamo scherzando?".

Come stanno sua moglie e sua figlia che erano con lei al momento della rapina?

"Hanno avuto un danno infinito, la seconda non viene neanche più in negozio, anche suo marito non vuole che venga".

Ha paura di finire in prigione?

"No, penso che me la caverò. Dimostrerò che c'è stato un eccesso di difesa ma non è stato un omicidio. Non mi considero un assassino, ma solo uno che si è difeso".

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