Cronaca

Intervista a Bianca, la torinese che andrà al Festival: "Io parto da Sanremo"

E' una ragazza semplice Bianca, a soli vent'anni già calcherà il palco di Sanremo. E' emozionata, perchè il Festival, per lei, è un inizio. Le abbiamo chiesto di parlarci un po' di se'

Sanremo è un punto d'arrivo. Per alcuni, invece, è una partenza. Come per Bianca, la ragazza torinese che, sul palco dell'Ariston, insieme alla sua "Saprai", porterà anche una valigia piena di sogni. Perchè a soli vent'anni arrivare lì, dove è arrivata lei, è già una grande vittoria. Ma Bianca è determinata, anche se non lo vuole dare a vedere. Per lei è un inizio, il migliore che potesse desiderare. C'è arrivata grazie ad "Area Sanremo", sbaragliando tutti gli altri talenti che ambivano a quella possibilità. Perchè lei, di talento, ne ha da vendere: sa di soul e di quel lontano jazz che è stato il suo primo amore.

Le abbiamo chiesto perchè ha scelto "Saprai", come brano da presentare al Festival e la sua risposta è arrivata semplice, come lei: "Saprai è stata la primissima canzone che è stata scritta apposta per me, perchè le altre, in realtà sono più recenti. Mi è stata cucita addosso come un vestito. E' un'indagine abbastanza approfondita del mio carattere e poi è stata definita proprio un pezzo sanremese e con l'orchestra dal vivo, viene davvero bene."

Qual è la parte di te che si riflette di più nella tua canzone?
E' la parte più cupa, quella un po' nera con cui sono nata. E lo so che è difficile da credere perchè esteriormente sono una persona solare ed allegra. Con "Saprai" abbiamo voluto fare proprio questo, evidenziare questo lato del mio carattere perchè è quello che prevale.

Bianca la vediamo spesso vestita con colori vivaci, dallo stile esuberante. E, in effetti, ci viene da chiederci, dove sia nascosta tutta questa introversione. Così le chiediamo se per lei, l'immagine, oltre la musica, è stata determinante: "Ai provini ho indossato un paio di sneakers rosse, invece dei soliti tacchi. Infatti poi ho pensato - speriamo che mi prendano lo stesso! Mi identificano, è un simbolo di semplicità. Visto che tutto quello che mi sta succedendo è fuori dal normale, la scarpa rossa mi fa tenere i piedi per terra. Anche se a Sanremo non potrò indossarle, sicuramente me le porterò con me perchè sono il mio portafortuna".

E il nome Bianca, che sappiamo essere un nome d'arte, perchè tu, in realtà ti chiami Emma Fuggetta, da dove arriva?
Il nome Bianca è un po' un augurio, per me, nel senso che spero che d'ora in poi possa venire fuori anche la parte bianca, quella più costruttutiva, dato che per ora quella predominante rimane cupa.

E' emozionata Emma, lo si sente dalla voce, in fin dei conti ha solo vent'anni, così, le chiediamo se, secondo lei, la giovane età potrebbe influire sui giudizi della critica e sulla gara.
Avere vent'anni è un'arma a doppio taglio. Da una parte c'è sicuramente la comprensione nei confronti di una ragazza giovane, inesperta. Dall'altra, proprio questa inesperienza potrebbe portare a non agire, sotto diversi punti di vista.

Cosa ti aspetti dunque, da questo Sanremo?
Da questo Festival mi aspetto di riuscire a farmi capire, a comunicare, visto che, non attraverso la musica è un po' difficile, per me. E soprattutto ringraziare, attraverso il palco tutte le persone che lavorano con me e la mia famiglia.

Dopo la realizzazione di questo sogno, ecco che arriva il secondo: il 19 febbraio esce il suo album d'esordio "L'altra metà", composto da otto tracce, tra cui, appunto "Saprai".

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