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Ad una settimana dalla tragedia: "Quei ragazzi sono sbucati all'improvviso"

Il ragazzo di 26 anni che domenica scorsa ha investito e ucciso Christian Ascolese si è difeso dicendo che il suo stato non ha influito su quello che è successo, ma i ragazzi sono sbucati all'improvviso

E' passata una settimana dalla tragedia che ha strappato all'affetto dei cari Christian Ascolese. Una morte che ha lasciato un vuoto incolmabile all'interno della famiglia e nel cuore della fidanzata e degli amici di quel ragazzo ventiquattrenne sempre sorridente. A ucciderlo una macchina di grossa cilindrata guidata da un altro giovane, poco più grande di lui, messosi al volante dopo aver bevuto più di quanto fosse il caso.

Dopo essere sbandato con l'auto ed aver investito Christian (e altre tre persone), Alexandru O. è sceso dalla macchina e ha prestato soccorso, ma era ormai troppo tardi. L'investitore è stato portato in Questura la notte stessa e denunciato per omicidio colposo. Oggi è tornato a parlare, questa volta davanti al pubblico ministero.

"Non stavo andando forte - si è difeso -. Quelle persone me le sono ritrovate all'improvviso in mezzo alla strada. Ho frenato e ho anche cercato di tirare il freno a mano ma è stato inutile". Il ragazzo ventiseienne moldavo non ha nascosto il fatto di aver bevuto alcune birre. L'alcoltest su questo era comunque stato chiaro, ma ha sottolineato che non gli è stato possibile evitare l'urto.

Subito dopo l'incidente il ragazzo moldavo ha rischiato il linciaggio da parte della folla e, a questo proposito, il suo legale Domenico Peyla, ha fatto presente, basandosi sulle numerose testimonianze, che in quel momento nella zona non c'era nessun elemento delle forze dell'ordine nonostante il raduno.

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