Insulti razzisti alla vicina e a suo figlio di soli sei anni: scatta il divieto di avvicinarsi

Coppia indagata per atti persecutori

immagine di repertorio

Due italiani, marito e moglie, lui di 54 e lei di 59 anni, residenti in un condominio pubblico di Mirafiori, sono indagati dalla procura di Torino per atti persecutori aggravati dall'odio razziale in quanto avrebbero ripetutamente insultato e minacciato una loro vicina di casa marocchina e suo figlio di soli sei anni.

Le indagini sono state chiuse in questi giorni, a fine febbraio 2019, dal pm Elisa Pazé. Numerosi gli episodi contestati alla coppia, avvenuti tra l'ottobre 2017 e dicembre 2018. In alcune occasioni gli indagati avrebbero urlato ai vicini "State zitti marocchini di m...", "Puzzate", "Veniamo su e vi facciamo un buco in fronte". Nel febbraio 2018 anche il cugino della donna ne avrebbe fatto le spese: recatosi a casa dei parenti per una visita, i vicini indagati gli avrebbero mostrato un coltello a serramanico. "Se non te ne vai, ti tiro fuori le butella", avrebbe detto l'uomo rivolgendosi a lui.

Le vittime degli insulti e delle minacce si erano rivolti al commissariato Mirafiori. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento per la coppia nei confronti dei vicini. Così, pur vivendo fianco a fianco, le minacce e gli insulti sono cessati.

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