Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Smog a Torino, indagati tutti: Appendino, Fassino, Chiamparino, Cirio e altri cinque

L'accusa: inquinamento ambientale

Tutti indagati per il troppo smog a Torino sindaci, presidenti di Regione e assessori all'ambiente degli ultimi cinque anni: Piero Fassino ma anche Chiara Appendino, Sergio Chiamparino ma anche Alberto Cirio, fino ad arrivare a Stefania Giannuzzi, Alberto Unia, Enzo Lavolta, Alberto Valmaggia e Matteo Marnati. Secondo il pm torinese Gianfranco Colace, che ha aperto un fascicolo dal 2017, sono tutti responsabili di inquinamento ambientale per non avere adottato provvedimenti restrittivi sufficienti a tutelare la tutela delal salute dei cittadini, facendo finire la città in maglia nera tra i capoluoghi di provincia per quanto riguarda lo smog. 

Il fascicolo era stato aperto dopo l'esposto presentato dall'avvocato Marino Careglio per conto di Roberto Mezzalama, presidente del comitato Torino Respira. Dalle consulenze era emerso che gli alti livelli di pm10 e biossido di azoto "provocano 900 morti all'anno e riducono la speranza di vita dei cittadini di 22,4 mesi".

"Il lavoro di questa Amministrazione a difesa della qualità dell'aria, dell'ambiente e della sostenibilità è sotto gli occhi di tutti. Gli sforzi e le iniziative messe in campo in questi anni ci sono stati riconosciuti anche a livello europeo. Porteremo tutto il lavoro svolto le iniziative intraprese a difesa della qualità dell'aria sul tavolo del magistrato che sta svolgendo le indagini", dichiara Appendino. 

Dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati:“Questa mattina abbiamo ricevuto un invito a comparire nell’ambito di una inchiesta per fatti che partono dal 2015 e riguardano le misure a contrasto dell’inquinamento atmosferico sulla qualità dell’aria. Trattandosi di una contestazione fondata esclusivamente su elementi di carattere tecnico e scientifico, abbiamo dato mandato alla Direzione regionale Ambiente e all’Arpa di predisporre tutta la documentazione che comprova come la Regione abbia sempre operato nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea, non solo per dovere di legge ma anche perché la qualità dell’aria e il rispetto dell’ambiente rappresentano una priorità assoluta”.  

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