Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Inps, in Piemonte i pensionati sono sempre più poveri

Secondo il bilancio sociale del 2011 dell'Inps è mediamente più povero chi ha smesso di lavorare dai 60 anni in avanti, sta meglio chi rientra nella fascia 39-59. Il direttore generale Tito: "Il Piemonte è fragile"

Se la disoccupazione dei giovani è un problema dimensioni sempre più grandi, sembra che l'altro estremo della società, gli anziani, non se la passi meglio. I pensionati che hanno smesso di lavorare tra i 60 e i 79 anni sono sempre più poveri, quelli che hanno smesso a 80 anni e oltre ancora peggio. Queste informazioni sono scritte sul Bilancio sociale 2011 dell'Inps Piemonte (presentato oggi al Rettorato dell'università) secondo cui sta meglio chi è andato in pensione fra i 35 e i 59 anni grazie alle pensioni di anzianità. In Piemonte, secondo una statistica del gennaio 2012, sono vigenti circa un milione e mezzo di pensioni Inps ovvero una pensione ogni 2,88 residenti. 
 
Sul documento si legge: "Le pensioni di anzianità per quanti ancora hanno potuto goderne  seguitano a garantire condizioni di reddito pensionistico apprezzabili, mentre per chi entra nei nuovi e più rigorosi regimi di accesso al pensionamento inizia a delinearsi un significavo gap con i rispettivi redditi da lavoro".
 
Il direttore regionale dell'Inps, Gregorio Tito, ha descritto così la situazione: "Il Bilancio Sociale riflette i problemi socio-economici del Piemonte che si possono riassumere nel concetto di fragilità. La popolazione invecchia, l'importo delle pensioni si riduce, il problema della disoccupazione giovanile resta non risolto, aumenta il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare a quelli come la cassa integrazione in deroga che segnalano problemi di carattere strutturale. Istituzioni e forze sociali devono fare massa critica perché è l'unico modo per governare questa fragilità".
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