Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Falchera / Via degli Ulivi

I laghetti annegano nel degrado ma la riqualificazione è ormai ad un passo

I rifiuti in quantità industriale hanno finito per trasformare le sponde dei bacini della Falchera in una grossa discarica. La maxi bonifica, tuttavia, dovrebbe partire il prossimo anno

Aspettando la riqualificazione i vecchi bacini della Falchera tornano sotto la lente d’ingrandimento. Quarant’anni di abbandono, infatti, hanno finito per trasformare i laghetti più famosi di Torino in un’immensa discarica a cielo aperto. Il terreno, che fino a una ventina di anni fa era tenuto in condizioni ancora dignitose, è oggi terra di nessuno, una zona colonizzata dai rifiuti e dalle alghe.

Con il tempo le sponde del lago sono diventate bersaglio facile di incivili: in particolare dei campeggiatori occasionali e degli abusivi. Dal 2000 in poi, a più riprese, i residenti hanno deciso di manifestare il loro dissenso con le “giornate di pulizia dimostrativa” che, però, non sono servite a smuovere i piani alti. E passeggiando tra le sponde ci si può imbattere in qualunque cosa. Dai pneumatici che galleggiano nell’acqua passando per carcasse di animali, guaine per il rame, taniche per la benzina e per l’olio e scorie edili.

All’appello non mancano neanche i rifiuti lasciati dai passanti come le sedie a sdraio, i resti dei bracieri e gli avanzi dei numerosi pic-nic. Soprattutto le lattine di birra. Impossibile, infine, non notare le lamiere d’amianto che rendono ancora più lugubre il panorama. Tanti i residenti sensibili alle condizioni del bacino artificiale che costeggia l’autostrada Torino – Aosta. “Ho iniziato a occuparmi del lago intorno alla metà degli anni ’90 – dichiara Giovanni, un residente – Purtroppo non siamo in tanti ad esserci presi questa responsabilità. Alla fine sono più quelli che sporcano che quelli che rispettano l’ambiente”.

La bonifica dei famigerati laghetti della Falchera partirà – salvo imprevisti – soltanto il prossimo anno. Il Comune di Torino ha, infatti, posticipato di due anni gli interventi per la pulizia delle sponde del bacino. Ma l’intervento esecutivo si farà, di questo i cittadini possono starne certi. “Una volta in quei laghi si poteva persino nuotare, oggi non ci si può nemmeno avvicinare” racconta un residente della zona. Una dichiarazione che pesa come un macigno.

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