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Le auto in coda in piazza Statuto (foto Facebook)

Le auto in coda in piazza Statuto (foto Facebook)

Cordoli per la nuova ciclabile, code e intasamenti in piazza Statuto e vie limitrofe

Le rimostranze di automobilisti e ciclisti sui social

Nuovi ingorghi e disagi per gli automobilisti in piazza Statuto e vie limitrofe. Con l'installazione dei cordoli per la realizzazione del percorso ciclabile, come i più mal fidati avevano previsto in particolare sui social, nelle ore di punta, attraversare la piazza è diventata quasi un'impresa. Venti minuti e anche qualcosa in più per arrivare da corso Umbria a corso San Martino, sono già un bel record ma lo spazio per lo scorrimento delle auto ora si è chiaramente ridotto e code, tamponamenti e intasamenti sono inevitabili. Soprattutto mentre è ancora in corso il cantiere. 

Questa mattina, giovedì 22 novembre, anche i tram sono rimasti bloccati in mezzo alla piazza, per non parlare della lunga coda su corso Principe Oddone e sulle strade vicine, via San Donato e via Cibrario. "Le auto che si immettono da via San Donato costrette a girare largo - si legge fra le lamentele su Facebook -, in piena traiettoria con quelle che provengono da corso Principe Oddone e da corso Principe Eugenio. La sostenibilità è un insieme di cose altrimenti sono parole e più smog anche per i ciclisti che lo respirano! ".

Un dibattito sempre aperto

Ovviamente le rimostranze arrivano dagli automobilisti mentre a favore del nuovo percorso ciclabile restano i ciclisti che sul web difendono l'iniziativa del Comune. "E quale sarebbe l'alternativa? Far investire chi attraversa piazza Statuto in bicicletta, dalle auto?" e ancora: "Organizzatevi e usate la bici anzichè intasare il traffico con le auto e contribuire ad aumentare il livello di smog nell'aria".

Di contro anche le risposte che arrivano, non senza un velo di ironia, sostengono giuste ragioni: "Siamo nel 2018 e i ritmi sono frenetici: l'auto serve per trasportare materiale, serve per lavorare. Molti non possono pensare di vivere a Torino - dove peraltro il clima in inverno non è proprio da bicicletta... - e di riuscire a portare a termine una giornata lavorativa nei tempi e nelle modalità richieste dalla loro professione. Torniamo a usare il calesse allora". E pur provando ad analizzare il dibattito con una certa obiettività, è difficile individuare chi abbia ragione in assoluto. 

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