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Infarto durante il turno di notte, guardia medica lo scopre solo dopo 24 ore

I turni inaccettabili degli operatori sanitari sono costati una multa all'Asl To5. Secondo i primi accertamenti il personale superava spesso il massimo di 13 ore al giorno previste dalla legge

Ha avuto un infarto durante il turno di notte in ospedale, ma l'ha scoperto solo il giorno dopo, quando analisi più approfondite gli hanno dato il responso. Ciò nonostante non ha voluto abbandonare il suo reparto, anche in vista della possibile reperibilità in pronto soccorso.

E' successo nella notte fra giovedì e venerdì all'ospedale Maria Vittoria di Torino. L'uomo, guardia medica di 57 anni - cardiopatico - ora è ricoverato in ospedale e tenuto sotto controllo. L'episodio - probabilmente frutto delle condizioni disagiate in cui versa il personale infermieristico e medico negli ultimi tempi - non è passato inosservato a Domenico Martelli, segretario aziendale del sindacato Usb, in prima fila per le condizioni di lavoro al Maria Vittoria, per le quali ha già presentato un esposto in procura al pm Guariniello.

Secondo il sindacato, infatti, si starebbe allargando il bacino d'utenza del nosocomio: i pazienti al Maria Vittoria, infatti, sarebbero in aumento, specie al pronto soccorso. La vicinanza all'ex Istituto Richelmy fa il resto: ogni volta che un ricoverato nella struttura presenta qualche problema, viene, infatti, direttamente trasferito al pronto soccorso del Maria Vittoria.

Queste condizioni, in aggiunta al taglio di risorse, costringerebbero il personale medico e infermieristico a turni impossibili, al di sopra di quelli previsti.

Una situazione all'ordine del giorno e che colpisce quasi tutti gli ospedali torinesi e della provincia. Turni di lavoro inaccettabili che, all'Asl To5, sono costati addirittura una multa. L'azienda sanitaria, negli scorsi giorni, si è infatti vista recapitare un verbale, preludio di una sanzione amministrativa.

Per gli ispettori del om Guariniello, ad infermieri e operatori sanitari del distretto di Chieri, Carmagnola, Moncalieri e Nichelino capita di lavorare spesso anche oltre il limite massimo consentito di 13 ore al giorno.

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