Fatture per lavori eseguiti solo in parte nell'albergo poi bruciato: quattro indagati

Percepiti 160mila euro di contributi indebiti

L'incendio all'albergo Camussot di Balme lo scorso 5 giugno

Quattro persone sono state denunciate dalla guardia di finanza di Lanzo Torinese per fatture false e truffa per la ristrutturazione dell’antico albergo Camussot di Balme, devastato da un incendio lo scorso 5 giugno 2019. Sono accusate di aver ottenuto un contributo regionale senza averne i requisiti.

Soldi dal marito alla titolare e poi a un imprenditore, ma lavori fatti solo in parte

Gli investigatori hanno scoperto transazioni economiche (accrediti ed addebiti) intercorse tra la titolare dell’albergo e una società di costruzioni con sede a Torino (della quale è stato amministratore unico il marito della proprietaria del Camussot) che sarebbero state create ad hoc "al solo fine di precostituire una situazione solo di apparente possesso da parte dell’albergo, dei requisiti per aver diritto ad ottenere contributi pubblici". L’amministratore della società torinese, in sostanza, avrebbe fatto transitare cospicue somme di denaro sul conto della moglie, che le avrebbe utilizzate per far figurare il pagamento delle fatture a un imprenditore di Ala di Stura, requisito indispensabile per poter accedere al contributo. Il terzo protagonista della storia è proprio l'imprenditore, beneficiario delle fatture per i lavori eseguiti soltanto in parte. Con questo stratagemma gli indagati sarebbero riusciti a ottenere indebitamente, a fronte di lavori inizialmente preventivati in quasi 500mila euro ed eseguiti soltanto in minima parte, un contributo regionale di oltre 160mila euro. Le indagini hanno anche accertato che nessun operaio o mezzo della società torinese ha mai effettuato lavori presso la struttura alberghiera.

In un altro caso fatturati lavori già eseguiti e conclusi

Coinvolta nella vicenda anche una società cooperativa di Ala di Stura, anch’essa in rapporti commerciali con la ditta dell’imprenditore. L’uomo, infatti, avrebbe dato la propria disponibilità a subappaltare alla stessa cooperativa, della quale egli stesso è socio, i lavori da eseguire nel cantiere del Camussot, consistenti nella demolizione e ricostruzione di opere interne e nella posa di pavimenti, con un piano dei lavori quantificato in 157mila euro. Anche in questo caso però, gli accertamenti hanno permesso di scoprire come l'intera operazione economica non solo non corrispondesse alla causale delle fatture, ma fosse anche inerente ad interventi già fatturati dalla ditta dell’imprenditore, la cui scadenza del resto era stata fissata improrogabilmente per il marzo 2015. La cooperativa, per di più, non è mai stata in possesso né di mezzi né di attrezzatura edile che permettesse di effettuare i lavori. Peraltro si tratta della stessa cooperativa che gestisce gli impianti di risalita di Ala di Stura, anch'essi colpiti da un incendio doloso a inizio settembre 2019.

Per ora nessuna correlazione con gli incendi, accertamenti in corso

Al momento non sono state riscontrate correlazioni dimostrabili tra questi episodi e i due incendi, su cui stanno indagando i carabinieri in un procedimento parallelo. Naturalmente, vista la probabile natura dolosa dei roghi, sono in corso accertamenti.

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I reati contestati dalla guardia di finanza e dalla procura di Ivrea sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (per i tre protagonisti), emissione di fatture per operazioni inesistenti (per il marito dell'albergatrice e il legale rappresentante della cooperativa), occultamento e distruzione di documenti contabili (solo per il marito dell'albergatrice).

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