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Cronaca

Rapporti sessuali tra la figlia 13enne e il suo giovane amante: madre condannata

Lei: "Pensavo fossero solo baci"

E' accusata di essere stata a conoscenza e anzi di avere "acconsentito e approvato" una relazione sessuale tra la figlia all'epoca 13enne e un ragazzo 18enne, che al tempo era anche suo amante: per questa ragione un'italiana di 55 anni, residente in un comune della cintura nord-occidentale di Torino, è stata condannata a quattro anni e mezzo di reclusione per concorso in atti sessuali su minorenne.

La sentenza è stata pronunciata ieri, venerdì 15 dicembre 2017, dal collegio del tribunale presieduto dal giudice Diamante Minucci, che ha accolto soltanto parzialmente la richiesta di condanna a sette anni e mezzo di carcere formulata dal pm Marco Sanini. L'imputata, che è anche volontaria in una struttura di accoglienza pubblica, ha avuto il riconoscimento delle attenuanti e del fatto che fosse incensurata.

La vicenda si era trascinata tra il 2008 e il 2010 quando la ragazza, ormai 15enne, aveva raccontato tutto alle insegnanti dopo avere visto in aula un video sulla violenza di genere. Poi erano intervenute la polizia locale e i servizi sociali. La giovane era stata prima affidata a una comunità protetta e, dopo un anno e mezzo, al padre, che era separato dalla madre.

I rapporti sessuali avvenivano nella casa dove abitava con la mamma, che aveva incoraggiato la relazione tra i due. "Ma pensavo che si fermassero ai baci", ha detto, assistita dal legale Antonio Mencobello, sostenendo che quando scoprì dei rapporti sessuali chiamò il ragazzo e lo riempì di insulti. Il giovane, tra l'altro, ha patteggiato una pena di due anni.

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