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L'assessore esclude l'azienda e incontra i lavoratori Gtt: "Dalle parole ora vogliamo i fatti"

Una serata in cui i lavoratori hanno potuto dire la loro. Troppe le aggressioni nell'ultimo periodo, tanto che è stato chiesto il titolo di Polizia amministrativa e di poter andare sui mezzi pubblici almeno in tre persone e non solo in coppia

"Ho la percezione che chi amministra questa città non abbia una forte percezione della verità". Si chiude con questa frase fortissima l'incontro dei lavoratori Gtt, per lo più assistenti alla clientela, con l'assessore ai Trasporti della città di Torino, Claudio Lubatti. Una frase che detta da un assessore la dice lunga sulla situazione attuale del Gruppo Torinese Trasporti e dei suoi dipendenti, o forse resta un pensiero di chi dice di averci "messo la faccia", sconvolgendo tutte le logiche che intercorrono tra politica, azienda, sindacati e lavoratori.

Una serata in cui è emersa la cruda realtà a cui tutti i giorni sono esposti centinaia di lavoratori che da mesi espongono la loro condizione, ma sembra che nessuno li voglia ascoltare. "Cosa siamo noi? - chiede all'assessore l'assistente alla clientela Barbagallo - Siamo punitori o deterrenti? Perché sono troppe le persone che quando noi saliamo sui mezzi pubblici scappano via". "Cosa andiamo a fare sui pullman? - aggiunge De Padova - Ci siamo stufati di fare le multe alla vecchietta che va a fare la spesa o a chi magari è la prima volta che non ha il biglietto. Noi dovremmo fare i verbali anche e soprattutto a chi fa il furbo".

La situazione è pesante. Molti dei cosiddetti "controllori" escono di casa ogni giorno e vanno a fare un lavoro diventato più che difficile, quasi impossibile. Colpa delle aggressioni, un trend in crescita nell'ultimo periodo e di cui più volte vi abbiamo parlato, a cui si aggiungono i fuggi fuggi di chi non ha il biglietto quando li vede arrivare, le prese in giro con i dati falsi dati dai passeggeri beccati e che in questo modo non si vedranno mai recapitare la multa, o ancora le divise "nuove" che sembrano avere anni alle spalle o la mancanza di spogliatoi nei depositi. "La vita umana non costa un euro e cinquanta - viene più volte ripetuto all'assessore Lubatti durante la serata -. Vorremmo che ci fosse dato il titolo di Polizia amministrativa". Ecco, quel titolo di Polizia amministrativa che darebbe ai controllori la facoltà di chiedere i documenti, con sanzione per chi si rifiuti di farlo, oltre che diverse tutele attualmente assenti. Per semplificare la questione, il titolo varrebbe da forte deterrente a chi avesse intenzione di sfogarsi contro gli assistenti alla clientela o non desse loro il documento.

Situazioni dicevamo non nuove, ma che molte sono risultate essere sconosciute all'assessore Lubatti. "Mi avete portato alla luce undici questioni che non conoscevo - ha detto in conclusione -. In questa storia voglio metterci la faccia e quindi voglio sapere tutta la questione. Anche se non ho ancora delle risposte, scriverò una lettera ad azienda e Regione e quando avrò delle risposte verrò da voi a darvele".

Si è concesso due mesi di tempo Lubatti per poter tornare dai lavoratori e dire loro qualcosa di nuovo e possibilmente di positivo. "Non penso - ha sottolineato ancora Lubatti - si possa fare finta che non stia succedendo nulla". E a chi gli chiede qualcosa di concreto subito risponde che oltre la lettera, farà un appunto all'azienda perché "mi dispiace che la qualità del vostro lavoro si misuri sul numero di verbali" e che convocherà un tavolo con le forze dell'ordine per far sì che Carabinieri, Polizia e municipale siano sensibili ai lavoratori Gtt.

L'appuntamento con i lavoratori è dunque riprogrammato per la prima settimana di novembre. Intanto l'assessore si incontrerà anche con i sindacalisti e con l'azienda, quest'ultima esclusa dal confronto su richiesta - così dice - di Lubatti stesso.

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