Addio a Fulvia Masera, maestra che crebbe generazioni di bambini e attivista No Tav

Morta nell'incidente stradale

Fulvia Masera (foto tratta dal sito notav.info)

Molti residenti in valle di Susa, e in particolare gli appartenenti al movimento No Tav (ma non soltanto), piangono la maestra Fulvia Masera, 63enne morta nell'incidente avvenuto lunedì 21 dicembre 2020 in borgata Malpasso di San Giorio di Susa.

Residente a Giaglione, la donna insegnava alla scuola dell'infanzia di Vaie, dove ha cresciuto diverse generazioni di bambini, ed era in pensione da qualche anno. Lascia il marito Carlo Ponsero, anche lui insegnante, militante No Tav e già assessore a Giaglione, e due figli.

In valle è ricordata anche per il libro-diario 'La metà è il viaggio', scritto dopo la marcia No Tav da Venaus a Roma del 2006. Era appassionata di cultura locale e, in alcune occasioni, indossava il tipico costume francoprovenzale. Era stata anche priora per la festa di San Vincenzo, sempre a Giaglione.

Il ricordo del movimento No Tav

"Un soffio di vento fortissimo - scrive il movimento No Tav sul suo sito internet ufficiale - ci ha portato via Fulvia. È stato un soffio improvviso e violento. Un soffio che ci ha fatto rivivere in un minuto le nostre vite, la nostra terra, il cammino fatto insieme. Di notte al buio spalla a spalla, la paura e la forza. Di giorno in marcia, col sorriso e gli occhi al cielo. Cade un pilastro della nostra comunità e con lei vacillano Carlo insieme ai loro figli. Ecco però le mani e le braccia, cariche di forza che giungono al sostegno loro e della valle di Susa. Perché essere comunità significa questo, significa essere l’una per l’altro, insieme. Non ci sono parole se non d’amore per riempire questo tempo. La vita insieme, l’amore per gli altri per la montagna, per la terra. La passione per un lavoro che è laboriosità ed impegno verso la collettività. Insegnare per camminare insieme, per crescere ogni giorno di più. Un sapiente sguardo al passato, alla storia, per non dimenticare le nostre origini, fiere e combattive. Uno sguardo dolce verso il futuro, fatto di sogni e di speranze, preoccupato ma coraggioso. Non ci sono parole se non d’amore per raccontare la loro storia, la nostra, una storia d’amore. Ci sarà un tempo per ricordare e per raccontare tutto questo. Oggi è il tempo di un saluto, inaspettato e amaro, che mai saremo pronti a dare. Ciao Fulvia, che la terra ti sia lieve".

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