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La scena dell'incidente

La scena dell'incidente

Torino Parella: investita da un ragazzino in monopattino, ma nessuno arriva a rilevare l'incidente

"Senza interventi tempestivi nessuna educazione"

Nel pomeriggio di ieri, venerdì 30 aprile 2021, una donna è stata investita da un ragazzino alla guida di un monopattino elettrico mentre si trovava sul marciapiedi davanti al supermercato Il Gigante di corso Marche a Torino. È stata soccorsa dai passanti e anche dallo stesso giovane che si è scusato. Quest'ultimo, che tra l'altro viaggiava senza casco insieme ad alcuni amici, è andato via visto che non è arrivata alcuna pattuglia della polizia locale a rilevare l'incidente dopo tre ore.

La vittima: "Senza interventi tempestivi non insegnamo nulla"

"Se al mio posto ci fosse stato un bambino, una donna incinta, un anziano non so davvero come avrebbe potuto finire - racconta la vittima -. Io me la sono cavata con un gran volo, ammaccature che comincio a sentire a distanza di qualche ora, un notevole spavento e tanta amarezza. Amarezza perché sono stati chiamati, dai testimoni attenti, i vigili per riportare l’accaduto e verificare i dati del ragazzino che a malapena ha fornito nome, cognome e il suo numero di cellulare, ma nessun riferimento ad un adulto. Abbiamo atteso tre ore, durante le quali siamo anche stati offesi dai ragazzini presenti che minimizzavano il fatto, rivolgendosi a noi adulti con una maleducazione inaccettabile; dopo quattro chiamate per riferire l’urgenza, trattandosi anche di minorenni, nulla è accaduto e così i ragazzini se ne sono andati e anche noi, sconsolati. Alla chiamata dei vigili che chiedono spiegazioni, poiché non trovano nessuno sul posto, rispondo che non potevo tenere in ostaggio un minorenne e che avevo sinceramente perso le speranze dopo ben tre ore. Racconto ciò che è successo e mi viene riferito che, se non c’è danno, non si può far nulla. Io non voglio risarcimenti, non voglio denunciare nessuno, ma se fossero arrivati in tempo due uomini in divisa a redarguire per bene quei ragazzini indisciplinati, forse avrebbero riflettuto un minuto in più il giorno dopo, in piedi sul proprio monopattino. Così invece, spavaldi, rideranno di me e di chi ha tentato di danneggiarli senza successo con il rischio di far male a qualcun altro, mentre io mi terrò i dolori e il dispiacere, da professoressa, di non aver potuto insegnare nulla. Il ragazzino non si è assolutamente reso conto della gravità di quanto accaduto, i suoi amici ridevano. Dare questi mezzi ai quattordicenni è una cosa da ripensare".

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