Domenica, 26 Settembre 2021
Incidenti stradali Cenisia / Corso Peschiera

La rabbia dei residenti e negozianti per l'incidente di corso Peschiera

Rimosse le strisce pedonali sulle quali lo scorso sabato ha perso la vita Alessandro Sgrò, di appena 7 anni. Ma la decisione arriva solo dopo una lunga sequela di incidenti mortali

L’attraversamento pedonale di corso Peschiera, che sabato 3 dicembre è stato teatro dell’investimento di tre pedoni, è stato eliminato. La decisione, presa martedì dall’assessore comunale alla Viabilità Claudio Lubatti, segue a un acceso dibattito sulle responsabilità dell’accaduto. Lo stesso Lubatti ha esposto lunedì 5 in Sala Rossa  le problematiche legate a quel tratto di strada: la legge prevede che non possano essere collocati nuovi semafori entro cento metri da semafori già esistenti. Tale mancanza rende pericoloso l’attraversamento pedonale lungo i viali urbani, ed ha causato già in passato numerosi drammi. 

Accanto ai fiori portati in ricordo del piccolo Alessandro, mancato poche ore dopo l’incidente, vi è un mazzo di rose bianche, dedicato ad un'altra vittima della strada. Basta scavare un poco nella memoria per ricordare altre tragedie occorse a pochi metri di distanza. Risale al 14 luglio la morte del ventiduenne Daniele Vercelli, la cui vita è stata stroncata da un pauroso incidente in moto all’angolo tra corso Peschiera e corso Trapani. Più fortunato, illeso, l’automobilista che allo stesso incrocio è stato protagonista di un pauroso incidente il 29 agosto 2010. 
 
“Il livello di rischio in questo punto di corso Peschiera – dichiara infastidito un edicolante – non è una novità. Lavoro qua da anni e di incidenti ce ne sono stati tantissimi. Il Comune non se n’è mai occupato”. “È tremendo e doloroso – aggiunge una donna – che si possano verificare due incidenti mortali nello stesso punto. Lavoro in corso Peschiera da dieci anni, e attraversavo quelle strisce pedonali quotidianamente. Ho sempre avuto paura a passare, perché molti automobilisti non hanno riguardo per i passanti. Dopo l’incidente hanno tutti paura, e rallentano, ma è solo l’emozione del momento”. La rimozione del passaggio pedonale fa capire che qualcosa andava fatto per tutelare la sicurezza dell’attraversamento, a maggior ragione se si considera la presenza in vicinanza di un parco e di un negozio di giocattoli, frequentati da bambini. Che una soluzione, oltretutto effimera, venga trovata solamente in seguito all’ennesimo tragico incidente, mette sicuramente l’amaro in bocca. 
 
 
C’è ora da chiedersi cosa ne sarà degli altri attraversamenti pericolosi sui viali urbani, circa un centinaio secondo quanto esposto in Sala Rossa dall’assessore Lubatti, il quale sta valutando nuove soluzioni al problema. Una situazione analoga a quella di corso Peschiera si ha in corso Francia, tagliata da strisce pedonali senza segnalazioni semaforiche, come all’altezza di corso Anthony a Collegno: anche in questo caso l’attraversamento si affaccia su di un giardino.
 
Lubatti difende la propria posizione parlando di responsabilità: “Il nostro operato non si può sostituire al corretto uso del codice della strada da parte degli automobilisti”. Ma può realmente un organo amministrativo fare affidamento sul buon senso dei cittadini, e tentare di scagionarsi sostituendo ad una necessaria riflessione su casi statisticamente ricorrenti (come scrive una nostra lettrice, “il grande problema che riscontro è che come è accaduto si fermano in due e il terzo non si ferma”) la condanna della – pur deprecabile – condotta di un singolo?
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