Incidenti stradali Mirafiori Sud / Via Emanuele Artom

L'ombra delle corse clandestine dietro il mortale di via Artom

Uno dei testimoni avrebbe visto alcuni rom allontanarsi dopo aver ripulito il volante dell'auto coinvolta nel sinistro. Forse la vettura stava gareggiando clandestinamente quando ha incontrato sulla sua strada il suv su cui viaggiava Rosa Venitucci

Dietro l'incidente avvenuto la sera del 22 luglio in via Artom, in cui ha perso la vita la cinquantaseienne Rosa Venitucci, ci sarebbe l'ombra delle corse clandestine.

Uno dei due testimoni, che quella notte si trovava lì quando la Lancia K è entrata in collisione con il suv Dr5, lo ha detto alla Polizia municipale nei due interrogatori che sono seguiti alla fuga dei due (o tre) uomini che si trovavano sulla Lancia K. Lo scontro aveva reso inutilizzabile l'auto e così coloro che si trovavano nell'abitacolo erano scappati a piedi senza prestare soccorso alla donna deceduta, al marito e al padre di quest'ultimo.

La zona in cui è avvenuto l'incidente la sera si trasformerebbe in una pista per corse clandestine di auto modificate. Questo almeno secondo quanto raccontato alla municipale. Dopo le ore 22 le vetture modificate scalderebbero i motori per poi sfidarsi da una rotonda all'altra, senza badare al pericolo. Luci spente e auto che sfrecciano oltre i centocinquanta chilometri orari tra le strade cittadine. La Lancia K potrebbe essere una di queste auto, una di quelle che correva per gareggiare clandestinamente.

Ma chi era al volante e dentro la vettura? Chi era lì e ha visto i fuggiti con la coda dell'occhio dice che si trattava di rom del campo non distante. Non solo uomini, ci sarebbe anche una donna che prima di lasciare la Lancia K in mezzo alla strada avrebbe pulito il volante della stessa.

Sarà una coincidenza, ma nei giorni successivi all'incidente mortale in zona ci sono meno camper, un fatto che fa pensare.

Ad oltre una settimana di distanza comunque il pirata della strada e chi era con lui in auto non sono ancora stati identificati, nonostante il proprietario della Lancia K sia invece stato rintracciato - la vettura non era rubata - ed è ora indagato per favoreggiamento personale visto che il mezzo lo aveva prestato ma si è rifiutato di dire a chi. Le indagini proseguono e sono coordinate dalla dottoressa D'Errico della Procura di Torino.

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