Cronaca

Sette aziende indagate dalla Procura di Torino: "Non valutano lo stress"

E' la prima inchiesta del genere avviata in Italia. Le aziende coinvolte finora, dopo i controlli dell'Asl e gli accertamenti del pm Raffaele Guariniello, sono sette. Fra di esse, anche un museo

La legge parla chiaro. Le aziende devono valutare correttamente lo stress a cui è sottoposto il personale. E chi non si adegua, rischia grosso.

Un'inchiesta della Procura di Torino ha già portato alle prime iscrizioni nel registro degli indagati. E' la prima inchiesta del genere avviata in Italia. Le aziende coinvolte finora, dopo i controlli dell'Asl e i successivi accertamenti richiesti dal pm Raffaele Guariniello, sono sette. Fra di esse, secondo le indiscrezioni, c'è anche un museo. Gli inquirenti procedono per la violazione dell'articolo 29 del testo unico del 2008 sulla sicurezza sul lavoro.

Le aziende che non preparano il documento di valutazione del rischio adesso vanno incontro a problemi fino a qualche tempo fa impensabili. Chi non rispetta la disposizione rischia l'arresto fino a otto mesi e ammende fino a 15 mila euro. Le indagini della Procura di Torino hanno portato alla luce un problema: il metodo seguito dalle imprese (quelle controllate dall'Asl) non fotografa in modo corretto la situazione perché è basato solo su alcuni parametri e tende a sottovalutare in modo evidente ciò che affermano i lavoratori intervistati dai medici aziendali o dal personale incaricato.


A evidenziare questo punto è stata proprio una squadra di psicologi che, su incarico della Procura di Torino, hanno esaminato e studiato i documenti di valutazione, bocciandoli tutti. Il Ministero del Lavoro ha fornito alle aziende delle indicazioni per lo svolgimento dei test, ma il pm Raffaele Guariniello non concorda sui tempi che sono stati indicati.

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