Cronaca

Inchiesta sulle Circoscrizioni, riunioni fantasma per ottenere i rimborsi

Il sistema che vige nelle 10 circoscrizioni di Torino, permette, infatti, ai consiglieri di ottenere un rimborso sulla base della loro partecipazione ai consigli di circoscrizione, agli incontri delle giunte ed alle riunioni delle commissioni

Assemblee di quartiere fantasma, fissate in maniera fittizia affinchè i consiglieri potessero prendere il rimborso o assemblee a cui i convocati dichiaravano di essere presenti anche se non lo erano.

E' questa la denuncia che emerge dall'esposto presentato dalla Guardia di Finanza di Torino in Procura, sulla base di un'indagine che ha visto l'occhio puntato sulle circoscrizioni, in particolare sulla Cinque. Questa è stata oggetto di indagine nel periodo a cavallo tra il 2011 ed il 2013 quando presidente era Paola Bragantini, ora deputata del Pd.

Secondo quanto emerge dall'esposto vi sarebbe una incongruità tra i gettoni di presenza ottenuti dai consiglieri ed i loro telefoni cellulari, localizzati a chilometri di distanza dal luogo del consiglio.

L'ipotesi di reato si configurerebbe, dunque, nella truffa ai danni di un ente pubblico, anche se al momento non vi sono ancora indagati ed è possibile che gli avvisi di garanzia partano solo a settembre.

Il sistema che vige nelle 10 circoscrizioni di Torino, permette, infatti, ai consiglieri di ottenere un rimborso (60 euro) sulla base della loro partecipazione ai consigli di circoscrizione (circa 15 al mese), agli incontri delle giunte ed alle riunioni delle commissioni.

Per tutte le sedute convocate in orario d'ufficio, l'ente pubblico ha l'obbligo di versare al consigliere una somma per compensare il permesso retribuito concesso dal datore di lavoro.

Altro denaro spetta poi ai consiglieri che hanno la residenza lontana dalla sede della circoscrizione.

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