Cronaca

Da Forza Italia alla Lega, poi depennato dalla lista "per ripicca": indagati i vertici dei due partiti

Poi venne riammesso grazie a un ricorso

Stefano Zacà, escluso dalla lista della Lega e poi riammesso

Paolo Zangrillo, deputato e commissario regionale di Forza Italia (nonché fratello di Alberto, anestesista e medico personale di Silvio Berlusconi), Riccardo Molinari, presidente del gruppo della Lega Salvini alla Camera, Alessandro Benvenuto, deputato e segretario provinciale sempre della Lega, e Fabrizio Bruno, funzionario della Regione Piemonte (in questo caso come rappresentante di lista della Lega a Moncalieri, che presentò materialmente la lista con soli 23 candidati anziché 24) sono indagati dalla procura di Torino per avere cancellato indebitamente dalla lista della Lega, alle ultime elezioni comunali di Moncalieri (20 e 21 settembre 2020), il nome di Stefano Zacà, ex leader cittadino di Fi passato però al Carroccio. Lui era poi stato riammesso grazie a un ricorso al Tar. Il reato prevede una pena da uno a sei anni di reclusione.

Nelle carte dell'inchiesta, nata da un esposto dei Radicali e condotta dal pm Gianfranco Colace, traspare che il nome di Zacà sarebbe stato cancellato con un colpo di penna dopo che la lista della Lega era già stata sottoscritta da 76 cittadini in sostanza per una ripicca: Forza Italia non avrebbe gradito il passaggio del suo ex esponente al nuovo partito e avrebbe convinto i vertici del Carroccio ad assecondare la richiesta di impedirgli di correre per le elezioni. Le indagini sono già state chiuse a inizio dicembre 2020. Nei prossimi giorni i quattro indagati avranno facoltà di produrre memorie o di farsi ascoltare dal magistrato per chiarire la propria posizione.

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