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Sabato, 28 Maggio 2022
Cronaca

Inchiesta sulla corruzione: nel mirino i funzionari pubblici (uno arrestato) di cinque comuni della cintura sud

Avrebbero ricevuto regali da un imprenditore per aiutarlo contro i suoi concorrenti

Non ci sono soltanto i carabinieri nell'inchiesta che ieri, mercoledì 9 febbraio 2022, ha portato a quattro arresti (due militari del nucleo ispettorato lavoro, un imprenditore cinese e un funzionario del Comune di Moncalieri) e ad altre misure cautelari spiccate dal giudice Elena Rocci del tribunale di Torino, per un totale di 15 indagati. Oltre alla vicenda dell'ordine di mascherine ffp2 per l'Arma torinese che secondo gli investigatori coordinati dal pm Fabiola D'Errico sarebbe stato gonfiato, c'è tutto un contorno di presunti favori dell'imprenditore arrestato, titolare della catena di negozi Koko, e di un suo connazionale titolare di numerosi ristoranti e sushi bar, a funzionari pubblici allo scopo di evitare controlli e, addirittura, di fare sì che a essere controllati e bloccati dal punto di vista burocratico, fossero i loro concorrenti.

Per questo tra gli indagati vi sono funzionari pubblici di altri quattro comuni oltre appunto a Moncalieri: Rivalta di Torino (dove Koko stava per aprire un nuovo punto vendita ristrutturando l'ex Rosa dei Mobili), Orbassano, Nichelino e Trofarello. A tutti si contestano, anche se a diverso titolo, regali e favori ricevuti dagli imprenditori cinesi: salumi, cene, buoni carburante, orologi, detersivi e altro. Le accuse nei loro confronti vanno dalla corruzione ad altri reati quali omissione in atti d’ufficio, accesso abusivo al sistema informatico delle forze di polizia, rivelazione di segreto e falso. Nel mirino degli investigatori sono finiti anche un imprenditore torinese e due agenti di polizia locale di Moncalieri. Nel caso del funzionario di Nichelino, gli si contesta di avere eseguito controlli su invito dell'imprenditore cinese allo scopo di bloccare la costruzione di un punto vendita (cosa che poi effettivamente avvenne) di un suo concorrente. In cambio avrebbe ricevuto 500 euro in buoni benzina.

Le posizioni degli amministratori

"Le notizie che abbiamo appreso questa mattina - dice Paolo Montagna, sindaco di Moncalieri -, che coinvolgono anche tre dipendenti del nostro Comune, ci feriscono profondamente. Siamo sconcertati. E attendiamo con rispetto l’esito delle indagini. I dipendenti  pubblici, come gli amministratori, sono al servizio dei cittadini. E quando questo non dovesse accadere, è chiaro che si produce una ferita profonda in tutta la comunità".

"Conosco da molti anni l'architetto del nostro Comune che è stato indagato - spiega invece Giampiero Tolardo, sindaco di Nichelino - e si è sempre dimostrato professionista serio. Ho estrema fiducia nella magistratura e il mio augurio è che possa essere dimostrata la sua estraneità ai fatti".

"Apprendiamo dai giornali - interviene Sergio Muro, sindaco di Rivalta di Torino - la notizia di un coinvolgimento di un nostro funzionario nell’inchiesta della procura di Torino. Conosco l’ingegnere coinvolto da molto tempo e ne ho sempre apprezzato la serietà e la competenza. Auspico che saprà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti e resto fiducioso che l’attività della magistratura saprà far luce sulla vicenda".

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