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Incendio alla Continassa, è stato il “prodotto di un odio etnico”

Sette condanne a luglio, oggi la motivazione. Per il giudice in quella occasione dei normali cittadini compirono atti di “disumana violenza” perché spinti da un odio etnico nei confronti degli “zingari”

A luglio il giudice Paola Trovati condannò sei persone (una settima è stata condannata più avanti) per l’incendio appiccato il 10 dicembre 2011 a roulotte e baracche rom alla cascina Continassa. Un gesto avvenuto durante una manifestazione e dopo la storia di uno stupro inventato da una ragazzina di sedici anni qualche giorno prima. La motivazione, arrivata quest’oggi, parla di un incendio causato da un profondo odio etnico nei confronti degli “zingari” che quel giorno portò dei “normali cittadini” a compiere atti definiti come di “disumana violenza”.

Il rogo alla Continassa fu appiccato dopo che una ragazzina di 16 anni denunciò una violenza sessuale subita nel quartiere Vallette. Disse che erano stati due rom e per questo, durante una manifestazione di solidarietà nei suoi confronti, decine di persone si staccarono dal serpentone avviandosi verso il campo nomadi della Continassa. Ci vollero un paio d'ore per i vigili del fuoco per spegnere le fiamme accese. Qualche giorno più tardi la sedicenne confessò di essersi inventata tutto.

Inizialmente per il rogo vennero accusate otto persone, tutte appartenenti a gruppi ultras della Juventus. Sette furono condannate a luglio, quasi quattro anni dopo l’incendio, una fu assolta “per non aver commesso il fatto”.

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